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Apple e' veramente il piu' grande contribuente fiscale al mondo?
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Articolo di Redazione
6 settembre 2016 9:42
 
 Dopo l'annuncio della decisione della Commissione europea, che ha ordinato ad Apple di pagare piu' di 13 miliardi di euro di imposte evase allo Stato irlandese, l'azienda ha presentato una serie di argomentazioni a propria difesa. In un una lunga lettera aperta del suo amministratore, Tim Cook, ma anche nell'ambito di una conferenza stampa telefonica del suo direttore finanziario, Luca Maestri, Apple ha assicurato di essere l'azienda che paga “il piu' alto numero di tasse in Irlanda, in Usa e nel mondo”. Un'affermazione che merita di essere analizzata.
Apple e' l'azienda che paga piu' imposte al mondo?
Su questo punto, Maestri ha ragione: per l'anno 2015, Apple e' in testa alla lista delle societa' madri che hanno versato piu' imposte in tutto il mondo -l'equivalente di piu' di 15,6 miliardi di euro in tutti i Paesi. E questo e' tre volte in piu' del proprio rivale Microsoft, sette volte in piu' di Google, due volte in piu' della banca Wells Fargo, e tre volte in piu' del gruppo petrolifero Exxon Mobil.
Ma questa affermazione maschera due informazioni importanti. Dal 2015, Apple non beneficia piu' dell'accordo che aveva con la Commissione Europea, circostanza che ha fatto automaticamente aumentare le sue imposte. Soprattutto, questo posto di leader e' anche legato alla congiuntura. Tradizionalmente sono i grandi gruppi petroliferi americani che sono i principali contribuenti mondiali. Ma il calo delle vendite di petrolio ha di conseguenza fatto abbassare i loro utili … e quindi le imposte. Nel 2014, Exxon ha pagato 4 miliardi di imposte in piu' di Apple, e nel 2011, il gruppo petrolifero aveva versato la somma record di 25 miliardi di euro.
E comunque, nel settore delle nuove tecnologie -dove le pratiche di ottimizzazione fiscale sono frequenti- Apple e' il primo contribuente, molto davanti a societa' come Google o Ibm.
E' Apple anche il primo contribuente irlandese?
Questa affermazione di Maestri e' complessa da verificare: Apple non paga sistematicamente le imposte che dovrebbe ogni anno in Irlanda. Questa settimana -ha spiegato come esempio- ha pagato 356 milioni di imposte al fisco irlandese per il 2014 -circa il doppio di quanto versato da Microsoft Irlanda.
Per l'anno 2015, Apple non ha fatto sapere la somma pagata -che e' verosibilmente largamente aumentata, in virtu' della crescita dei profitti dell'azienda e della ristrutturazione delle sue filiali irlandesi che ha fatto “cadere” l'accordo precedente col fisco irlandese. Ma il 2015 e' stato in linea generale una buona annata per il fisco irlandese: il gruppo Medtronic (tecnologia medica e servizi) gli ha versato 712 milioni di euro, e la banca AIB 534 milioni di euro.
Soprattutto, se Apple ha pagato delle somme importanti nel 2014, l'impresa e' stata per diverso tempo un contribuente di peso piuma -ed e' questa la ragione per cui la Commissione europea si e' concentrata sui loro conti. Nel 2011, per esempio. Il gruppo ha versato al fisco irlandese una somma stimata tra i 2 e i 20 milioni di euro, secondo l'indagine della Commissione.
Perche' la comparazione ha poco senso
L'argomentazione presentata da Apple e' largamente senza rapporto con le conclusioni della Commissione europea. Ques'ultima non imputa ad Apple di non aver in assoluto pagato abbastanza imposte, ma di aver beneficiato di un trattamento di favore da parte del fisco irlandese. Di conseguenza, l'indagine non verteva sulle imposte pagate nel 2015 dall'impresa, ma sui suoi versamenti paravento -questo e' anche uno dei punti che contesta Apple, che denuncia una sanzione retroattiva a suo avviso illegale.
Soprattutto, la questione che pone la Commissione non e' sul totale versato -che dipende anche dai benefici realizzati dall'impresa- ma quella del tasso effettivo di imposizione. Nel momento in cui il tasso di imposta sugli utili in Irlanda e' teoricamente del 12,5%, la Commissione europea ritiene che per diversi anni, il tasso effettivo pagato da Apple in Irlanda e' stato dello 0,005%.
Infine, Apple, nella sua difesa, spiega anche che le somme pagate in Irlanda non rappresentano che una parte della sua imposizione, poiche' essa paga anche delle tasse in Usa sugli stessi utili. L'argomento e' anche discutibile: Apple dispone di un gigantesco tesoro per la sua attivita' di piu' di 200 miliardi di euro, di cui l''impresa si e' ben guardata, giustamente, di farlo tornare in Usa, per evitare di dovervi pagare sopra delle imposte. Come altri grandi gruppi, Apple sembra che attenda un calo del tasso d'imposta per trasferire i propri fondi in Usa.

(articolo di Damien Leloup, pubblicato sul quotidiano Le Monde del 06/09/2016) 
 
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