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Danni imprevisti, responsabilità civile, prescrizione
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Articolo di Redazione
7 dicembre 2011 10:21
 
Gli operatori svizzeri di telefonia mobile sono quanto mai solerti nel rassicurare gli utenti sulle radiazioni elettromagnetiche dei cellulari, ma s'aggrappano con forza ai termini di prescrizione della loro responsabilità civile se per caso la realtà li dovesse smentire. Che siano un po' pavidi?

Passati 30 anni, Swisscom Sunrise e Orange potranno dire: "Peggio per te, caro il mio utente. E' vero che il tuo tumore cerebrale dipende dalle radiazioni del telefonino, ma la pretesa di risarcimento è ormai prescritta".
Questo, in pratica, l'esito di un sondaggio che gli avvocati civilisti Martin Habluetzel e David Husmann hanno condotto per la rivista dei consumatori Beobachter. Essi hanno chiesto alle società di telefonia mobile citate, così come ai produttori Motorola Apple e Samsung, se fossero disposti a rinunciare alla prescrizione, ossia a non avvalersi della legge attuale in caso di richiesta d'indennizzo per danni causati dalle radiazioni.
Nessuna risposta da parte dei produttori, mentre Swisscom, Sunrise e Orange non intendono rinunciare alla prescrizione sebbene continuino a sostenere che le radiazioni dei telefonini sono innocue. Risposta all'unisono: noi ci atteniamo alla condizioni e ai limiti di legge, quindi va bene la prescrizione così com'è. "Evidentemente gli operatori non sono poi così sicuri che il telefonino non comporti alcun rischio", commentano i due avvocati.

L'esempio dell'amianto
Se le imprese non rispondono dei danni tardivi dipende dalla normativa attuale. In Svizzera un'azienda non è più responsabile quando l'evento nocivo si evidenzia dopo dieci anni. Dunque, il diritto al risarcimento può scadere prima che il danno avvenga. E' capitato ai lavoratori e agli abitanti di edifici venuti a contatto con l'amianto prima degli anni '80, e che oggi hanno un cancro al polmone per questa sola causa. Le loro domande di risarcimento finora sono state tutte respinte dai tribunali, a motivo della prescrizione.
E' vero che il Governo vuole prolungare le prescrizioni a 30 anni. Ma può non bastare, come dimostra il caso dell'amianto. "E si pensi ai rischi non ancora analizzati sul lungo termine della tecnologia genetica o della nanotecnologia", chiosa Habluetzel. Germania e Austria sono meglio attrezzate da questo punto di vista: lì la prescrizione parte solo dal momento in cui il danno si manifesta.

(articolo di Dominique Strebel per Beobachter.ch del 24-11-2011. Traduzione di Rosa a Marca)
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