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Rete sociale in piccolo formato: più vicini nel quartiere
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Articolo di Redazione
30 novembre 2011 10:00
 
Ad Amburgo due programmatori francesi hanno abbandonato il loro impiego per creare una nuova rete sociale; vogliono mettere in equilibrio il mondo reale con quello virtuale e favorire la socialità nei diversi quartieri.

Vicini nel vicinato. E' l'obiettivo che Babak Ghanadian e il suo collega Cédric Trigoso si prefiggono con la loro piattaforma "Niriu", che sta per "near you" ("vicino a te"). Per ora, la rete sociale in versione testo ha 400 utenti attivi e oltre mille registrati, per lo più d'età compresa tra i 25 e i 35 anni. I due vorrebbero che nei quartieri d'Amburgo la gente si sentisse stimolata a incontrarsi e a progettare varie attività. "Ma senza obblighi né rischi", spiega Ghanadian. Al contrario, sarebbero incontri e iniziative pubbliche.
Ghanadian e Trigoso amano stare in mezzo alla gente. I due francesi vivono da quattro anni in Germania dove hanno lavorato per delle aziende informatiche che hanno agevolato il loro accesso alle reti sociali. Una carriera lavorativa con buoni risultati, ma che non li appagava pienamente. "Volevo fare qualcosa di diverso, di veramente piacevole e che mi facesse vivere esperienze dirette", così Ghanadian.

L'idea di una vita comune migliore
Il tutto è nato dall'idea di migliorare la vita sociale nei vari quartieri della città. Appena arrivati, i due si sono trovati un po' spaesati nel vicinato. "Ci è parso subito evidente che serviva un punto di partenza per allacciare nuovi contatti". Ma non una piattaforma mediatica sociale come Facebook, My Space o Lokalisten -che sono reti troppo vaste e impersonali per permettere all'utente di fare il salto dal mondo virtuale a quello reale. "Il fulcro del nostro concetto è il contatto vivo e scambi regolari nel quartiere dove uno abita. Quando si è nuovi in una città o anche se ci si vive da parecchio tempo, capita d'avere pochi contatti nelle immediate vicinanze. Per fare jogging, ad esempio, c'è bisogno di un compagno che non abiti all'altro capo della città. La rete sociale dovrebbe essere l'interfaccia per trovarsi e incontrarsi".
"In fondo sì, è proprio questo", racconta Laura S. che usa la rete sociale da alcuni mesi e ci si trova bene. "Il design e lo spazio per gli utenti mi soddisfano, anche se mi auguro che Niriu cresca di più". Insomma, vorrebbe maggiore varietà come proposte e utenza. Si collega due o tre volte alla settimana, guarda le offerte, oppure è lei stessa a offrire qualcosa. "Intanto ho conosciuto alcune persone, e con qualcuna mi vedo ogni settimana in qualche incontro". Tuttavia, il contatto tra lei e gli altri conoscenti Niriu si trasferisce su altri canali, come Facebook, che hanno delle applicazioni più elaborate. Ai suoi occhi, il vantaggio decisivo di Niriu è che effettivamente consente di conoscere gente nuova e di non muoversi sempre nel solito giro di persone.

"Naturalmente prima o poi vorremmo poter vivere della nostra attività".

Inizialmente Ghanadian e Trigoso si sono cimentati con l'idea di una rete sociale di piccolo formato, poi col tempo l'obiettivo si è precisato e il piano è divenuto più consistente, alla fine i due si sono licenziati per investire la loro esperienza professionale in un progetto senza fini di lucro. "Per anni abbiamo lavorato ambedue per delle agenzie di Internet. Ma ci pareva poco per la comunità e la gente della nostra città". In un primo tempo, il rischio di lasciare un posto sicuro ha relegato sullo sfondo l'ideale; oggi, i due fondatori-programmatori lavorano a tempo pieno a Niriu, con l'aiuto di quattro collaboratori.
Niente guadagno per ora, i due si autofinanziano. Ma le cose dovrebbero cambiare, dice Ghanadian. "Naturalmente, a un certo punto dovremmo poter vivere di questo". Per farlo servono contatti con aziende che abbiano un baricentro sociale simile, ma senza infilarsi in troppe dipendenze. Cooperare sì, è importante. "Facebook, per esempio, non lo rifiutiamo come strumento. Sarebbe da temerari. Molte persone lo usano come unica grande rete sociale, e anche Niriu ha un profilo in Facebook, ciò che permette un'area promozionale aggiuntiva e gratuita".

Un crinale tra due mondi
I fondatori di Niriu si distanziano però nettamente dall'idea base di Facebook. La loro rete dev'essere solo il colpo di partenza per un primo contatto e per facilitare il modo di organizzarsi tra persone. "Il tutto possibilmente senza obblighi o rischi", spiega Ghanadian. Alla domanda se sia un bene avere proprio dei vicini di casa come amici, Ghanadian risponde divertito: "E' chiaro che bisogna stare attenti a quanto si voglia avere a che fare con gente in casa propria". Per questo il portale spazia in tutto il quartiere. Il menu principale consiste in una mappa della città, e tutta la comunicazione è strutturata attraverso caratteristiche locali, ma molte informazioni attinenti al proprio quartiere devono essere date prima, in modo da evitare abusi.
La circostanza trova conferma nell'uso quotidiano. "La gente s'annuncia con un soprannome, ma poi si dilunga nelle descrizioni", dice Laura S. Spesso i profili dettagliati di reti sociali come New in Town costituiscono il materiale per un sito di incontri amorosi. Tra gli utenti di Niriu sono piuttosto le iniziative familiari e tranquille in ambito pubblico a costituire il programma. Ci si dà appuntamento per andare al ristorante, fare gite in bicicletta, degustare vini.
"Speriamo di riuscire a fare il salto dal web alla vita reale", dice Ghanadian. C'è il problema che a molti utenti bastano i contatti online; magari si frequentano spesso tramite la piattaforma, ma senza incontrarsi di persona e qualche volta dipende proprio dalla distanza fisica. Nemmeno Laura ha stabilito dei contatti diretti con qualcuno del suo quartiere o nelle vicinanze. Forse dipende dalla composizione sociale di dove abita. I quartieri più adatti alle reti sociali come Niriu sono quelli nuovi, abitati da studenti che si spostano spesso e amano conoscere gente nuova.

(articolo di di Talisa Dean per Frankfurter Allgemeine Zeitung del 26.11.2011. Traduzione di Rosa a Marca)
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