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Notizia
28 maggio 2008 0:00
Pur avendo introdotto un rivoluzionario modo di intendere la rete, i siti di social networking, i blog ed altri strumenti del Web 2.0, Internet di seconda generazione a servizio degli utenti, non fanno profitto e devono vedersela con fatturati piuttosto deludenti.
A parlarne al Financial Times sono gli stessi imprenditori e finanziatori delle societa' on line di social networking, che consentono di mettere in condivisione le informazioni - video, brani musicali, clip e film- selezionate dagli utenti della rete.
Nonostante gli oltre quattro anni di sperimentazione che avrebbero dovuto rendere questi siti convenienti per il mercato, lamentano gli operatori del settore, si registrano ancora fatturati in calo tra le societa' che gestiscono blog fondati sul principio del social networking, e se ne prevede un ridimensionamento nei prossimi anni.
"Si assistera' ad una ristrutturazione nei prossimi due anni", quando molte societa' che investono nel web di seconda generazione scompariranno, ipotizza Roger Lee, partner di Battery Ventures.
"Affrontano condizioni macroeconomiche" difficili e risentono della generale crisi finanziaria americana, aggiunge Shawn Hardin, amministratore delegato di Flock, un browser americano che mette in contatto gli utenti consentendo di scambiare video, foto e commenti. Flock, fondato nel 2005 in California, ha guadagnato 15 milioni di dollari in venture capital la scorsa settimana.
In effetti, intensificare il fund raising e promuovere venture capital e fusioni, e' uno dei modi che i siti di social networking hanno per risollevarsi e far qualche profitto.
Un recente accordo di venture capital ha, ad esempio, previsto un fundraising di 500 milioni di dollari per Slide, produttore di congegni di piccole applicazioni usate per il social networking, e Ning, una piattaforma di social network fondata da Marc Andreessen, cofondatore di Netscape.
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