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 ITALIA - ITALIA - Separazione rete. Telecom e Governo vedono realta' diverse
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Notizia 
19 ottobre 2007 0:00
 
Seppur condita da dichiarazioni diplomatiche, continua il braccio di ferro tra Telecom Italia e Governo sulla separazione della rete. Il ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni ribadito che "un'intesa con Telecom e' possibile ma bisogna agire rapidamente". Il ministro, pero', ha abbandonato i termini perentori "entro fine anno" sulla conclusione dell'operazione. "Entro qualche mese, comunque rapidamente, perche' e' una discussione che va avanti da 15 mesi e che come ha detto piu' volte il presidente dell'Agcom e' giusto che arrivi a conclusione", ha sintetizzato.

Telecom Italia, invece, vede un'altra realta': "La norma sulla separazione della rete Telecom formulata dal Governo e inserita nel ddl liberalizzazioni e' in aperto contrasto con le direttive comunitarie sulle tlc", ha scritto il presidente di Telecom, Pasquale Pistorio, in una lettera inviata al commissario europeo Viviane Reding e per conoscenza all'Agcom e ai ministri Gentiloni e Bersani, secondo quanto ha scritto Il Sole24Ore. Secondo il vertice Telecom "la separazione funzionale prefigurata dall'art. 52 del ddl rappresenta un'estensione impropria di quanto gia' stabilito dalla direttiva Ue sull'accesso, che attribuisce all'autorita' la facolta' di imporre rimedi straordinari ma senza includere tra questi in modo specifico la separazione tra l'attivita' di rete e la gestione dei servizi commerciali".

Gentiloni pensa che queste siano "interpretazioni giuridiche. Ognuno sostiene la sua tesi gia' oggi l'articolo 8 della direttiva d'accesso della Comunita' prevede la possibilita' di iniziative di questo genere. Comunque l'Italia ha voluto esplicitarle con una proposta di legge e mi fa piacere che la stessa ispirazione e' stata raccolta nelle proposte della Commissione Europea'. Il ministro si riferisce ai nuovi poteri che verranno conferiti all'Agcom per legge.

Dal suo canto, la commissaria Viviane Reding, diplomaticamente, dice che l'Ue non intende esercitare pressioni o imposizioni, sottolineando tuttavia la piena armonia tra Agcom, Erg (l'associazioni delle authority) e Commissione Ue sull'argomento. "Non vogliamo fare pressioni o imposizioni. Noi facciamo il quadro delle regole, sara' compito del regolatore nazionale decidere come utilizzarle".
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