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Imposta/canone Rai. La polizia morale e la mafia, cioe' l'Agenzia delle Entrate dixit: 817mila esenzioni. Verso lo sfacelo....
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Comunicato di Vincenzo Donvito
8 giugno 2016 12:22
 
  In audizione alla Camera, la direttrice dell'Agenzia delle Entrate ha fatto sapere che le domande di esenzione per il pagamento dell'imposta/canone Rai, sono state 817mila.
Un numero che ci sembra decisamente basso, considerato che non riguarda solo chi possiede o meno (su 25 milioni di nuclei famigliari anagrafici) un apparecchio tv, ma tutti coloro che hanno un'utenza elettrica intestata e, oltre a non possedere un tv, magari pagano l'imposta altrove... e la legge dice che si paga una sola imposta indipendentemente dal numero di domicili che si possiede, e anche di utenze elettriche intestate.
Sin dall'inizio di questa vicenda del canone in bolletta, abbiamo sottolineato che le vittime sarebbero state numerose, vittime che tra l'altro non possono fare appello perche', se non hanno presentato l'autodichiarazione entro lo scorso 16 maggio, devono comunque pagare meta' canone, altrimenti lo pagano intero se non fanno questa autodichiarazione entro il 30 giugno (metodo di esazione fiscale che sa di rapina piu' che rispetto di regole che dovrebbero essere uguali per tutti, soprattutto per il diritto al ricorso). Ed ecco oggi quali sono i numeri. Vedremo poi, con le bollette che dovranno arrivare a luglio, cosa succedera', considerato che -fatto non secondario- per la prassi del rimborso, lo specifico decreto non e' stato ancora approvato.
Ma la direttrice dell'Agenzia non si e' limitata a riferire i dati, perche' ha trovato spazio anche per svolgere una funzione che proprio non le compete, quello di polizia morale (proprio come c'e', per esempio in Paesi tipo Iran). La legge stabilisce che chi e' residente ed ha un'utenza elettrica, attraverso quest'ultima deve pagare il canone. Ma all'Agenzia delle Entrate, siccome non hanno fatto in tempo (presumiamo) a fare le cose per bene, violando la legge sono partiti da un altro presupposto: chi ha un contatto residenziale paga il canone. L'utente che ha questo tipo di contratto e non dovrebbe averlo perche' ha la residenza altrove (per tremila motivi che non stiamo ad elencare, non ultimo anche quello della furbizia, visto che il contratto residenziale in genere si ottiene con autodichiarazione) si e' trovato quindi di fronte al dilemma: pago un doppio canone o cambio la tipologia di contratto, pagando di piu' e con il gestore elettrico che mi chiedera' cinque anni di arretrati? Un problema tra utenti e gestori (dove questi ultimi hanno ragione), non certo penale. Ma la nostra direttrice in audizione, per chi paghera' il doppio canone come nella fattispecie, ha detto: "E' solo nell'ipotesi che un cittadino abbia più utenze elettriche intestate con la tariffa agevolata per prima casa, il che vorrebbe dire che è scorretto, che o cambia tariffa oppure paga il canone Rai" anche sulla seconda casa. Ecco, quindi che l'Agenzia delle Entrate, non solo cerca di far pagare le imposte a chi di dovere, ma si erge a paladino di tutte le presunte vittime di disonesta', anche in privato (come e' la natura di un contratto della luce). Non e' questa polizia morale stile iraniano? E come lo fa? Stai commettendo un illecito col tuo gestore elettrico -dice l'Agenzia? Bene, paga allo Stato 100 euro e l'illecito puoi continuare a farlo... cioe' paga il pizzo allo Stato che cosi' ti consente di risparmiare sulla bolletta elettrica. Quindi, oltre che polizia morale, siamo in presenza anche di quella che i nostri codici chiamano mafia.
E siamo solo agli inizi, ne vederemo delle belle.
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