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Rai e informazione spazzatura. Come fare informazione faziosa confondendo le idee. Il caso Ru486
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Comunicato di Vincenzo Donvito
28 novembre 2009 13:55
 
Sulla pillola abortiva circola diversa informazione e, a parte alcuni politici di parte (spesso di governo purtroppo) che raccontano balle pur di accreditare le loro posizioni, chi fa informazione e dovrebbe essere al di sopra delle parti, ha un compito delicato da svolgere in termini sociali. Delicatezza che diventa obbligatoria nel momento in cui e' il servizio pubblico radiotelevisivo a svolgerlo.
Ma cosi' non e'!
Il caso e' quello della Rai, la trasmissione tv “La vita in diretta” su RaiUno che e' andata in onda ieri pomeriggio venerdi' 27 novembre, a cavallo delle 18, regia di Giuseppe Bucolo. L'argomento era la pillola abortiva Ru486 e le questioni relative alle decisioni della commissione del Senato che ha richiesto all'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) di rivedere le proprie decisioni su autorizzazione e commercializzazione. In studio c'erano sostenitori dei pro e contro moderati/intervistati da Lamberto Sposini. Ma ad un certo punto, in teoria per fornire ulteriori elementi per meglio dibattere, e' stato mandato in onda un servizio che riportava un'inchiesta svolta presso alcuni ospedali e farmacie di Roma sulle difficolta' per farsi prescrivere la pillola del giorno dopo: difficolta' dovute a medici, farmacisti e presidi sanitari che, nonostante la leggi li obblighi a prescrivere e vendere questo farmaco, non lo fanno vantando di essere obiettori di coscienza. Servizio interessante, crudo, diretto ed esplicativo di come si violino le leggi e le deontologie professionali in nome della propria religione, senza ammetterlo esplicitamente (e quindi facendo “disobbedienza civile” piuttosto che “obiezione di coscienza”) e, soprattutto, senza farsi carico di aver violato le leggi.
Ma... che c'entra la pillola del giorno dopo con la pillola abortiva Ru486? Niente! La prima e' una contraccezione d'emergenza (quindi impedisce l'avvio di una gravidanza) che, dietro ricetta medica, puo' essere acquistata da chiunque in farmacia. La Ru486 e' un farmaco abortivo (che interrompe una gravidanza in atto), che non si vende in farmacia a nessuno e che non sara' venduto neanche quando e se verra' commercializzato perche' gli ospedali che lo useranno dovranno acquistarlo direttamente da produttori/distributori.
Risultato mediatico? Argomenti in piu' per i detrattori dell'uso della Ru486 che, invece di argomentare, cercano solo di fare “fuffa” confondendo le idee a chi, telespettatore, non e' ben informato e, soprattutto, mettendo in un unico calderone contraccezione e aborto, demonizzando le donne che ne fanno uso; confusione e mescolanza con un solo obiettivo: colpevolizzare l'uso che la donna puo' fare del proprio corpo e delle proprie decisioni rispetto a sessualita' e maternita'.
Risultato mediatico perfetto per chi, viste le scelte di regia, non voleva informare e quindi dare la possibilita' che un telespettatore si facesse una propria idea in materia, ma voleva solo aumentare la confusione e, quindi, lasciare in chi aveva seguito la trasmissione solo l'immagine di alcuni violenti invitati che in trasmissione hanno minacciato (anche fisicamente) chi la pensava in modo diverso da loro.
Questo e' il servizio pubblico di informazione? Cosi' si usano i soldi dei contribuenti per informarli? Poniamo il problema al vertice della Rai perche' ci si dia una risposta e, soprattutto, ci si dica, prima di dover prendere iniziative esterne alla Rai medesima, quali provvedimenti sono stati presi nei confronti di regista e conduttore di questa trasmissione.
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