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Fastweb e presunta società di riscossione crediti
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Lettera 
8 febbraio 2019 0:00
 
Buonasera,
Vi scrivo perché sono mesi che portiamo avanti una lotta contro fastweb e le sue pretese di pagamento. A giugno 2018 stipuliamo un contratto con fastweb presso un punto fastweb della città, presso il quale ci viene riferito che se avessimo voluto disdire lo avremmo potuto fare in QUALSIASI momento. Firmiamo le carte ma a distanza di quasi 2 mesi, dopo innumerevoli richieste di assistenza da parte nostra e da parte del punto fastweb, non è mai stato fatto l'aggancio.
Quindi non abbiamo ricevuto alcun servizio ADSL. Ad agosto procediamo con la chiusura del contratto definitiva perché, per tutto questo tempo,non abbiamo mai avuto la linea attiva. Nonostante questo Fastweb pretende il pagamento delle bollette e in più il costo della rescissione del contratto. Naturalmente non è nostra intenzione pagare niente, e ci siamo rivolti ad un avvocato che ha proceduto con l'invio di una lettera. Pochi giorni fa siamo stati contattati da una certa agenzia di riscossione crediti, il cui indirizzo e-mail, se cercato sulla barra di Google, non compare da nessuna parte. Siamo stati contattati tramite semplice chiamata affermando che la disdetta è valida solo tramite raccomandata con ricevuta di ritorno (noi ci siamo affidati al metodo online, abbiamo tutte le mail), e che si accontentano di ricevere la metà dell'importo totale. inoltre, sono venuti a conoscenza del fatto che abbiamo mail che attestano l'inattivazione dei servizi e hanno richiesto una copia di questa documentazione tramite mail. A me sembra molto strano che abbiano avanzato pretese simili per telefono, senza un qualcosa che dia validità legale alle loro pretese. Poi, sinceramente, non trovo l'indirizzo e-mail(ricevuto tramite sms) da nessuna parte.
Non ho intenzione di inviare alcun documento ne tanto meno pagare alcunchè. Ma resto preoccupata, cosa dovrei fare?
Roberta, dalla provincia di OR

Risposta:
è legittimo ignorare ogni sollecito di pagamento che avvenga informalmente, cioè non tramite lettera raccomandata AR o evia PEC. Rimane da valutare la legittimità delle fatture recapitatele dal gestore e alle quali lei non ha dato seguito, nè saldandole, nè al contrario respingendole come indebite: ciò potrebbe, in linea teorica sia pure improbabile, spingere il gestore a ricorrere ad un decreto ingiuntivo.
A futura memoria le ricordiamo che in caso di un disservizio, come quello da lei descritto, occorre farne tempestivamente oggetto di reclamo formale con messa in mora, per ottenere il diritto ad un eventuale successivo recesso senza spese.
 
 
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