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Lettera 
17 luglio 2019 0:00
 
A marzo 2018 ho acquistato nella sede di casalnuovo di napoli New Assistent Global srl e sito internet www..it un oggetto con la modalità prenotazione.
Con questa modalità, mi veniva permesso, tramite una lista unica, di non ottenere subito l’oggetto in questione, ma di ottenerlo ad un prezzo scontato quando l oggetto venisse compensato. Con lista intendo una lista in cui vengono inseriti gli acquisti che le persone fanno con lo stesso metodo (salvo eccezioni o creazione di nuove liste). Con “compensazione” intendo il meccanismo per cui l’oggetto che uno acquista, prima che venga spedito, deve essere “compensato” dall'acquisto di altri utenti. Questo sito (almeno inizialmente) aveva una lista unica di compensazione, per cui tutti gli oggetti pagati con la stessa modalità si immettevano nella lista. Il prezzo di prenotazione era, a mio parere, basso rispetto ad altri siti web, invece il prezzo da “compensare” era, a mio parere, notevolmente più alto.
Il sito GeM SHOP, durante questi mesi, tendeva a creare nuove liste e nuove proposte di diverso genere. Questo, secondo me, in speranza di far avanzare sia la lista principale, che le altre liste.
Il giorno 01/02/2019 viene pubblicato sulla pagina Facebook del sito un avviso (caricato in allegato).
Chiedendomi allora cosa potessi fare, scrivo al numero di assistenza del sito via WhatsApp.
L’assistenza mi propone un altro oggetto, a cui avrei dovuto aggiungere una somma di denaro per averlo. Allora chiedo se posso ottenere un rimborso nel caso rifiutassi l’ offerta. Mi viene detto che ciò non è possibile perché passati i 14 giorni per richiederlo. L’assistenza mi dice che i prezzi potranno venire riscattati al prezzo del fornitore, sottraendo la parte già pagata in precedenza.
Così da poter pagare un oggetto al prezzo del fornitore, ma “scontato” del prezzo già pagato.
L’ assistenza mi invia una serie di listini contenenti oggetti e prezzi relativi. I listini mi sono stati inviati con i prezzi già “scontati”. Mi viene poi risposto negativamente alla richiesta di poter prendere qualcosa senza aggiungere nulla. Chiedendo all'assistenza cosa succedesse nel caso arrivassi fino alla chiusura definitiva del sito, mi rispondono che hanno prolungato fino a dicembre per dare a tutti la possibilità di riscattare almeno qualcosa.
Riassumendo mi ritrovo che:
A distanza di più di un anno non ho ricevuto né l’oggetto pagato, né un buono, né un rimborso.
Non mi viene proposto alcun rimborso, buono o oggetto equivalente a quello pagato.
Non viene specificato cosa accadesse nel caso io non provvedessi a comprare un oggetto “scontato”.
Non è possibile prendere nulla (almeno per me) senza aggiungere altro denaro.
Infine secondo loro io molte altre persone come me dovrebbero perdere e buttare via una cifra di denaro alla loro chiusura senza prendere nessun provvedimento.
Francesco, dalla provincia di NA

Risposta:
la norma che disciplina il diritto di recesso nelle vendite a distanza (art. 52) prevede che il periodo di recesso termina dopo quattordici giorni a partire dal giorno in cui il consumatore acquisisce il possesso fisico dei beni (nel caso di vendita di beni, quale è il suo). Quindi lei dovrebbe in qualche modo acquisire il bene e poi esercitare questo diritto.
Qui la nostra scheda pratica sul diritto di recesso:
http://sosonline.aduc.it/scheda/sul+diritto+recesso+ho+appena+fatto+acquisto+ma+ci_9652.php
Nel caso in cui la società non accolga la sua richiesta, può scegliere se attivare un tentativo di conciliazione stragiudiziale presso la camera di commercio o il Giudice di Pace, oppure adire le vie legali. Qui le schede sull'argomento:
http://sosonline.aduc.it/scheda/conciliazione+camera+commercio_11797.php
http://sosonline.aduc.it/scheda/giudice+pace_15959.php
Faccia una segnalazione allo sportello del Garante della concorrenza e del mercato: http://www.agcm.it/competenze/tutela-del-consumatore/come-segnalare
 
 
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