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 ITALIA - ITALIA - Diritto d'autore. Agcom: inibito l'accesso a 2 mln e mezzo di file musicali
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12 dicembre 2014 15:34
 
Oltre due milioni e mezzo di file musicali e piu' di un milione di file audiovisivi illegali sono stati inibiti alla fruizione da parte dell'Agcom attraverso l'applicazione del Regolamento per la tutela del diritto d'autore online. Lo riferisce la stessa Authority dopo la quarta riunione del Comitato per lo sviluppo e la tutela dell'offerta legale di opere digitali, istituito ai sensi dell'articolo 4 del Regolamento per la tutela del diritto d'autore online, entrato in vigore il 31 marzo 2014, diffondendo i dati sull'attivita' in materia di tutela del diritto d'autore sul web. Nel corso della riunione e' stata illustrata l'attivita' svolta dalle tre sezioni tematiche, che si occupano rispettivamente di promozione dell'offerta legale, educazione alla legalita' e codici di autoregolamentazione, monitoraggio sull'attuazione del Regolamento.
E sono emersi dati ritenuti "assai significativi circa l'efficacia" dell'azione dell'Autorita'. In particolare, grazie agli ordini di blocco adottati in attuazione del Regolamento non e' piu' accessibile un grande numero di file diffusi illecitamente, come appunto gli oltre due milioni e mezzo musicali e piu' di un milione di file audiovisivi. Dall'entrata in vigore del Regolamento e fino alla data del 30 novembre sono pervenute all'Autorita' 142 istanze, al netto di quelle compilate e non perfezionate secondo la procedura informatizzata descritta sul sito www.ddaonline.it. Di queste, la maggior parte ha riguardato opere fotografiche (il 33%) e audiovisive (il 32%). Seguono le istanze relative ad opere di carattere sonoro (15%), editoriale (11%) e letterario (4%), inclusi in quest'ultima voce anche l'e-book, manualistica in chiave educational e narrativa. Solo due istanze hanno riguardato i servizi di media audiovisivi. Nove istanze sono state ritirate e 30 sono state archiviate in via amministrativa per vizi formali.
I procedimenti avviati sono stati 95, alcuni dei quali risultano dalla riunione di piu' istanze. Di questi, il 71% e' stato istruito con rito ordinario (che prevede una durata massima di 35 giorni lavorativi) e il 29% con rito abbreviato (12 giorni lavorativi di durata massima), in ragione della gravita' della lesione dei diritti di sfruttamento economico delle opere segnalate o del carattere massivo della violazione. Tra i procedimenti arrivati a fine iter alla data del 30 novembre, il 62% ha fatto registrare un adeguamento spontaneo da parte dei destinatari della comunicazione di avvio; il 29% e' sfociato nell'adozione da parte dell'Autorita' di un ordine di blocco del DNS dei siti segnalati; il 9% e' stato archiviato dalla Commissione per i servizi e i prodotti.
 
 
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