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Imposta/Canone Rai. Bollette luce, errori e… rimedi coi soldi dello Stato…
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Comunicato di Vincenzo Donvito
1 agosto 2016 14:38
 
  Le bollette della luce con l'aggiunta del canone Rai stanno arrivando, e un po' di disguidi ci sono: chi non doveva riceverla la riceve o viceversa, alcuni utenti si accorgono ora che c'e' questo nuovo metodo di riscossione dell'imposta sul possesso di un apparecchio tv, etc
Niente di particolarmente eclatante -quasi un paio di centinaia di segnalazioni sono giunte alla nostra associazione- anche perche' siamo ancora agli inizi di tutta la vicenda e col tempo vedremo come si sviluppera'. Per ora ci “limitiamo” a dare consigli per farsi fare meno male e -in moltissimi casi- a svolgere funzione sostituiva dei preposti uffici pubblici per l'informazione su come funziona questo meccanismo, sostitutiva che talvolta diviene anche riparativa visti alcuni consigli sbagliati che vengono dati nei canali ufficiali della Rai alla bisogna.
Oggi, pero', nel solco della tradizione della politica consumeristica italiana, veniamo a sapere che e' stato aperto uno sportello “Canone tv in bolletta, Assistenza ai consumatori”, da parte di un'associazione privata e finanziato coi soldi del ministero dello Sviluppo Economico (legge 388/2000 art.148). Questa associazione, al pari di quasi tutte le altre associazioni presenti sul territorio italiano, fa parte della Cncu (organismo di associazioni di consumatori presso il Mise e finanziato sempre dallo stesso). Organismo a cui ci onoriamo di non appartenere perche' siamo contrari ad ogni forma di finanziamento pubblico; in modo particolare -e nella fattispecie questo nostro rilievo ci sta benissimo- perche' farsi finanziare dallo Stato per combattere le sue inefficienze, oltre che imbarazzante e' poco credibile nei confronti delle vittime. Certo, dipende anche dalle concezioni che uno ha dello Stato: chi e' per lo Stato-mamma e chi per lo Stato minimo e trasparente: secondo noi in un sistema statuale che dice di far riferimento alla democrazia liberale e alla responsabilita' individuale, con una separazione tra amministrati e amministratori, le commistioni -anche e soprattutto col denaro- giocano solo per negare se stessi. E, ovviamente, c'e' chi ci marcia.
Noi siamo contrari al finanziamento pubblico, abbiamo una base di volontariato per la nostra struttura e siamo finanziati dai cittadini che vogliono farlo, dando loro in cambio informazioni e servizi. E a questo ci teniamo molto, anche perche', oltre che nostro convincimento, e' anche quello di larga parte degli italiani che, quando hanno avuto la possibilita' di esprimersi contro i finanziamenti pubblici (quello ai partiti in modo particolare), lo hanno sempre fatto con percentuali quasi assolute… e il potere ha sempre risposto ribadendo che i finanziamenti restano, cambiando solo i nomi dei modi e tipi di erogazione.
Ad ognuno la propria liberta'. Mescolarsi al finto privato (come le aziende partecipate o finte private con capitale di esclusiva proprieta' del pubblico) o essere se stessi in rapporto diretto coi cittadini e la loro volonta' e possibilita' di farci essere, esistere e informare? Noi abbiamo scelto questa seconda ipotesi, privilegiando l'assenza di qualsivoglia condizionamento che -volenti o nolenti- quando ci sono di mezzo i soldi pubblici, non puo' non esserci.
Questo vale per l'imposta/canone Rai e non solo. 
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