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Telemarketing selvaggio. La promessa dei massacratori di timpani: basta telefonate… dopo le 21.30
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Comunicato di Domenico Murrone
22 dicembre 2010 13:09
 
 Allegria, stop alle telefonate selvagge dei televenditori di Adsl, pay tv, pentole e abbonamenti vari. Gli operatori del settore si sono ufficialmente impegnati a non far squillare i telefoni degli italiani dalle 9,30 di sera in poi. In più si obbligano a non contattarci per più di una volta al mese. Fantastico impegno, quello assunto da Asstel (1), che raggruppa i principali gestori di call center e gli operatori telefonici, i principali responsabili del martellamento telefonico che va avanti da lustri: Telecom Italia, Vodafone, Wind, H3G, Fastweb, BT Italia, Tiscali, Colt, Brennercom, Welcome, Sky-Telecare, Almaviva Contact, E-Care, Comdata, Visiant.
Si tratta degli stessi soggetti che in questi anni hanno beneficiato di un privilegio degno di una casta nobile: l'impunità sostanziale rispetto agli abusi, grazie all'autorizzazione di Parlamento e Governo a poter continuare a 'delinquere', utilizzando delle banche dati illegali. Ed in seguito il ribaltamento della normativa, dal prossimo anno per evitare di essere disturbati dovremo iscriverci ad un registro gestito indirettamente da una fondazione fondata dagli stessi gestori telefonici.
E poi. Ma che razza di impegno è quello di promettere che oltre le 21.30 non faranno più telefonate? Come se non arrecasse fastidio una telefonata alle 21.25, quando ho appena messo a letto il bambino di un anno, di un venditore che propone l'affare del secolo, che nel 90% dei casi si concretizza in una quasi truffa.
Dulcis in fundo. Se oggi gli operatori di telemarketing si impegnano a non disturbarci dalle 21.30 in poi, implicitamente significa che finora i vari call center avevano libertà di telefonare fino a mezzanotte?
 
 
 
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