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 ITALIA - ITALIA - Canone-imposta Rai. Gettito in calo per tasse e calo importo
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26 novembre 2019 14:16
 
'Tra tasse di concessione governativa e Iva Azienda lascia sul campo altri 150 milioni di euro che le arrivano dai cittadini' Roma, 26 nov. (Adnkronos) - "Può sembrare paradossale, la raccolta del canone oggi è al di sotto di quella del 2013 quando l'evasione era intorno al 30 per cento: 1.655 milioni di euro nel 2013, 1.637 nel 2018! Per dirla chiaramente al di là dei punti di vista ma basandosi su dati incontrovertibili, sulla matematica: l'inserimento del canone in bolletta non ha portato ad alcun extra gettito per Rai. L'extra gettito, sostanzialmente, non esiste". Lo dice chiaro e tondo l'ad Rai, Fabrizio Salini, davanti alla commissione parlamentare di Vigilanza Rai. "Come è possibile tutto questo? Semplice - argomenta l'amministratore delegato - in primo luogo grazie al meritorio abbassamento dell'importo unitario che ha portato gli utenti a pagare 90 euro contro i 113,5 del 2015. Ma c'è dell'altro: alla Rai del cosiddetto extragettito arriva un euro su due di quelli recuperati dell'evasione. Ma è finita qui? No, perché su quanto dovuto a Rai viene tolto annualmente un 5% forfaittario, altri 85 milioni. Tra tasse di concessione governativa e Iva la Rai lascia sul campo altri 150 milioni di euro che le arrivano dai cittadini. In questi anni le trattenute da parte dello Stato sono passate da 132 milioni di euro a 345 milioni di euro". "E così - continua Salini - si spiega come mai siamo sostanzialmente ai livelli del 2013. Dunque a Rai, è bene che si sappia e che lo sappiano tutti quelli che pagano il canone, di quei 90 euro a Rai ne arrivano solamente 74,8 euro. Ogni cittadino paga 20 centesimi al giorno per avere la Rai, l'offerta editoriale più ampia d'Europa. Un quinto di un caffè (a Roma almeno) per avere 14 canali televisivi, 15 canali radiofonici e un'offerta multimediale in costante aggiornamento e crescita. Sei euro e 23 centesimi al mese per avere informazione, fiction, intrattenimento, approfondimenti, inchieste, cultura, sport. Tutto, o quasi, al massimo livello. E non lo diciamo noi. Lo dicono i numeri, il fatto che siamo leader negli ascolti, il fatto che siamo leader tra i servizi pubblici europei. E Rai, non scordiamolo, dà lavoro sì a 13.000 dipendenti ma attraverso Rai lavorano, in tutta Italia, decine di migliaia di famiglie che operano nei settori dell'indotto".
        'Se logica è intaccare perimetro risorse si può solo giocare in difesa fino a mettere in discussione ruolo di Servizio Pubblico' (Adnkronos) - "Ovviamente a noi spetta il dovere di migliorare sempre - evidenzia SALINI - A noi il compito di ridurre i costi, di tagliare gli eventuali sprechi, di rendere il più efficiente ed efficace possibile il nostro sistema. Ma a noi dovrebbe essere anche lasciata la forza (come abbiamo fatto e siamo facendo), di investire, di crescere. Se invece la logica è costantemente quella di andare ad intaccare il perimetro di risorse della Rai, la Rai potrà sempre e soltanto 'giocare in difesa' fino a mettere in discussione il suo ruolo di Servizio Pubblico. Fino a quando ci sarà l'incertezza di destinazione di risorse la Rai sarà destinata ad una faticosa sopravvivenza e non all'evoluzione".
 
 
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