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 U.E. - U.E. - Disinformazione. Relazione gruppo esperti
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13 marzo 2018 11:09
 
Il gruppo di alto livello per il contrasto alla disinformazione online ha consegnato ieri una relazione al commissario Ue per l'Economia e la societa' digitali, Marija Gabriel, in cui suggerisce una definizione del fenomeno e in cui formula una serie di raccomandazioni. Il gruppo di esperti indipendenti, creato su iniziativa della Commissione, promuove la messa a punto di un codice di principi che le piattaforme online e i social media dovrebbero impegnarsi a rispettare. La relazione integra i primi risultati, pubblicati oggi, di una consultazione pubblica e del sondaggio Eurobarometro. Tutti questi contributi confluiranno nella preparazione della comunicazione sulla lotta alla disinformazione online, che la Commissione pubblichera' in primavera. La presidente del gruppo di esperti di alto livello, Madeleine de Cock Buning, si e' detta "molto soddisfatta dei risultati ottenuti, in particolare dell'impegno con cui tutte le parti interessate, comprese le piattaforme online, si sono dedicate alla formulazione dei provvedimenti che raccomandiamo alla Commissione di adottare. Si tratta di un grande passo in avanti per contrastare la diffusione della disinformazione. Abbiamo creato un punto di partenza solido per la creazione di un codice di pratiche sostenuto da una coalizione di piu' soggetti interessati".  
La relazione del gruppo di esperti ad alto livello si concentra in particolare sui problemi legati alla disinformazione online. Gli esperti hanno evitato di usare il termine "fake news", ritenendolo inadeguato a rendere la complessita' del problema della disinformazione, che riguarda anche la mescolanza di fatti reali e informazioni inventate. La relazione definisce la disinformazione come "informazione falsa, imprecisa o concepita modo fuorviante, presentata e diffusa a scopo di lucro o con l'intenzione di creare un pregiudizio pubblico". Cio' puo' minacciare i processi e i valori democratici e puo' colpire in modo mirato diversi settori, come la sanita', la scienza, l'istruzione e la finanza. La relazione sottolinea la necessita' di coinvolgere tutte le parti interessate nelle misure che saranno eventualmente adottate, raccomandando innanzitutto un approccio di autoregolamentazione.
Il gruppo di esperti raccomanda di promuovere l'alfabetizzazione mediatica per contrastare la disinformazione, di sviluppare strumenti che permettano agli utenti e ai giornalisti di combattere la disinformazione, difendere la diversita' e la sostenibilita' dei mezzi di informazione europei, e di portare avanti la ricerca sugli effetti della disinformazione in Europa. Il gruppo sostiene inoltre la redazione di un codice di principi che le piattaforme online e i social media dovrebbero impegnarsi a rispettare. Tra i dieci principi chiave delineati nella relazione, c'e' quello che le piattaforme online dovrebbero per esempio garantire la trasparenza, spiegando come funzionano gli algoritmi che selezionano le notizie da presentare. In cooperazione con alcuni organi d'informazione europei, le piattaforme online sono anche invitate ad adottare misure efficaci per migliorare la visibilita' delle notizie affidabili e attendibili e facilitarne l'accesso per gli utenti. Queste misure sono particolarmente importanti durante i periodi elettorali. Il gruppo raccomanda infine di stabilire una coalizione delle parti interessate, finalizzata a garantire l'attuazione, il monitoraggio e la regolare revisione delle misure concordate.  
 
 
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