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 USA - USA - San Francisco vieta il riconoscimento facciale
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22 maggio 2019 7:47
 
L'amministrazione di San Francisco ha votato il divieto di utilizzo del riconoscimento facciale da parte della polizia e delle altre agenzie della città. Il provvedimento ha ottenuto una larga maggioranza da parte del board of supervisors, l'organo legislativo dell'amministrazione metropolitana. Si tratta di una decisione di grande importanza visto il ruolo che la tecnologia ha avuto nel trasformare la città negli ultimi decenni. Nei fatti le cose non cambieranno molto, almeno per ora. A San Francisco i sistemi di riconoscimento facciale sono attualmente utilizzati solo all'aeroporto internazionale e nei porti, luoghi sottoposti alla giurisdizione del Governo Federale. In prospettiva, però, la decisione potrebbe influenzare la diffusione di questa tecnologia. Le ragioni del divieto risiedono nei dubbi sull'accuratezza dei sistemi attualmente in vendita. Numerosi sono infatti gli studi che hanno mostrato che questi falliscono più frequentemente nell'identificare le persone con pelle scura e le donne. Il provvedimento non ha mancato di sollevare delle critiche. Per alcuni, infatti, potrebbe inibire lo sviluppo di una tecnologia che, se perfezionata, porterebbe dei benefici. Non sarebbe meglio una moratoria sul suo utilizzo? [The New York Times; Kate Conger, Richard Fausset, Serge F. Kovaleski]

Il bando stabilito a San Francisco potrebbe essere solo l'inizio di una lunga battaglia. Anche se l'utilizzo dei sistemi di riconoscimento facciale è molto più diffuso nel settore privato che in quello pubblico, il provvedimento approvato nella città californiana alimenta il dibattito in corso su questo tema. Alcune altre città, come Oakland e Sommerville in Massachusetts, stanno discutendo leggi simili e in alcuni Stati, come l'Illinois, le compagnie private devono chiedere il consenso dei consumatori prima di raccogliere dati biometrici. Nel frattempo, il Senato degli Stati Uniti sta discutendo il Commercial Facial Recognition Privacy Act [MIT Technology Review; Angela Chen]

Si moltiplicano i database di immagini facciali raccolte più o meno legalmente dal web e i loro utilizzi sono i più svariati. Recentemente è emerso che l'agenzia governativa USA Iarpa (Intelligence Advanced Research Porjects Activity) ha costruito un nuovo database di immagini facciali raccolte da social media e sistemi di telecamere a circuito chiuso che vengono poi utilizzati per allenare algoritmi di riconoscimento facciale sia nel settore pubblico che in quello privato. Le persone ritratte nel database sarebbero 3 500 e per ognuna ci sarebbero in media sei foto per un totale di oltre 21 000 immagini di volti. Gli ambiti di utilizzo spaziano dal controllo passaporti, alla sorveglianza delle folle fino all'analisi delle emozioni per scopi di marketing. Tra le compagnie private che hanno impiegato il database Iarpa c'è anche la cinese SenseTime, legata al Governo dello Xinjiang che lo avrebbe sfruttato per sorvegliare e perseguitare i membri della minoranza musulmana degli Uiguri. Nel frattempo anche i privati costruiscono le loro raccolte di facce. Facebook, ad esempio, ha messo in piedi e reso accessibile il database People in Photo Albums, che contiene le foto dei suoi utenti in una grande varietà di inquadrature e condizioni di luce. Questo permetterà di raffinare sempre di più gli algoritmi di riconoscimento e renderli efficaci anche su immagini di bassa qualità [The irish Times; Madhumita Murgia]

(Scienza in Rete)
 
 
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