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 ITALIA - ITALIA - Tlc bollette 28 gg. Rimborsi sospesi
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Notizia 
28 marzo 2018 8:42
 
Fatta la legge, trovato l’inganno? Verrebbe da pensarlo a guardare l’evoluzione della storia infinita delle bollette del telefono a 28 giorni. Mentre gli operatori telefonici, con una mano, si stanno infatti adeguando gradualmente alla tariffazione mensile richiesta dalla legge (senza l’incremento generalizzato dei prezzi dell’8,6%, sospeso il 22 marzo dall’Antitrust presieduta da Giovanni Pitruzzella) , con l’altra programmano l’aumento delle tariffe a venire. 
Mentre su loro richiesta viene congelata, almeno per ora, la possibilità dei rimborsi sotto forma di giorni gratis di abbonamento, possibile rimedio per chi per quasi un anno ha dovuto pagare le bollette ogni 28 giorni, anziché ogni mese (una pratica dichiarata poi illecita che, ricordiamo, portava nelle casse degli operatori telefonici a fine anno circa un mese in più di incassi per ogni cliente coinvolto).
Il decreto del Tar
Ieri il Tar del Lazio, su richiesta di Tim, Vodafone, Wind Tre e Fastweb, ha sospeso la discussione sui rimborsi in forma di giorni da sottrarre alle prossime bollette, rimandandola all’11 aprile prossimo («Si accoglie l’istanza di misure cautelari monocratiche», dice la sentenza). Pochi giorni, ma è un altro prendere tempo. Inoltre secondo notizie riportate dall’Ansa e finora non smentire le stesse compagnie telefoniche stanno preparando aumenti diversi. Secondo questa indagine di Francesca Paggio per l’Ansa, Fastweb si è adeguata proprio ieri alla bolletta mensile per le offerte mobili ricaricabili e dal 5 aprile, ultimo giorno utile, lo farà per quelle del fisso e del mobile in abbonamento. Però ieri ha annunciato sul proprio sito nuove tariffe a pacchetto e semplificate, con aumenti di circa 5 euro per il fisso mobile, (comprendenti alcune voci prima escluse, però).
I ritocchini
Tre è stata invece la prima ad adeguarsi alla tariffazione mensile, il 24 marzo e Wind (stesso gruppo) lo farà dal 5 aprile: se e quando gli aumenti scatteranno sarà da quella data, ha detto Wind Tre all’Ansa, «saranno inferiori al 5,6%». Vodafone è tornata alle bollette mensili l’altro ieri e il suo sito annuncia due piccoli rialzi (già comunicati ai clienti il 15 marzo, prima della decisione Antitrust, nota il gruppo): dal 10 giugno un rialzo del canone di 1,50-2 euro per le chiavette per tablet e pc (le sim dati) e dal 10 luglio per la rete fissa. Infine Tim scrive sul proprio sito che si adeguerà alle tariffe mensili anziché a 28 giorni dal primo aprile e dichiara: «Stiamo mettendo in campo tutte le misure necessarie per ottemperare e differenziare ulteriormente le offerte fisse e mobili».
Che cosa è successo
Riepilogo per capirci qualcosa. Un anno fa l’Agcom, l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni presieduta da Angelo Marcello Cardani, ha bocciato la pratica di fatturare a 28 giorni di Tim , Vodafone, Fastweb e Wind Tre e ha dato alle compagnie 60 giorni di tempo per fare marcia indietro. Gli operatori hanno fatto ricorso al Tar (udienza fissata al febbraio 2018) proseguendo però con la pratica contestata, così a dicembre sono arrivate le sanzioni dell’Agcom: 1,160 milioni a testa per inadempienza, il massimo consentito dalla Legge concorrenza. Poi è arrivata addirittura una legge del Parlamento, contenuta nel Decreto fiscale di fine anno (legge 172) che ha stabilito l’illegalità delle tariffe a 28 giorni. Nella delibera sanzionatoria dell’Agcom si diceva, tra l’altro, che le compagnie avrebbero dovuto rimborsare in denaro i clienti penalizzati. Altro ricorso al Tar delle società telefoniche che temono un impatto troppo forte di questa misura sui propri bilanci. Il Tar respinge il ricorso, però accoglie la richiesta di sospensiva sui rimborsi e rinvia la discussione al 31 ottobre 2018. Come in una partita a tennis, arriva un’altra delibera dell’Agcom, che propone l’alternativa, l’uovo di colombo: invece che con i soldi, rimborsate i clienti con i giorni erosi, sottraendo cioè dalle loro bollette future i giorni in più che hanno di fatto già pagato (più di una ventina). Parte un altro ricorso al Tar delle compagnia telefoniche che si lamentano dei tempi troppo brevi per adeguarsi.
Il labirinto
Si arriva all’oggi e alla sentenza del 26 marzo del Tar del Lazio che ha accolto la nuova richiesta di sospensiva. La discussione su come rimborsare i clienti slitta perciò all’11 aprile. Ma resta ferma anche la data del 31 ottobre quando il Tar del lazio dovrà pronunciarsi sui rimborsi che spettano ai consumatori che hanno cambiato operatore dopo il 23 giugno 2017, quando le compagnie telefoniche sono diventate inottemperanti per la delibera Agcom. Un labirinto, vero? E intanto da nove mesi i soldi dovuti, nelle tasche di chi ha dovuto pagare le bollette ogni 28 giorni invece che ogni mese, non si vedono. Si può comprendere l’irritazione delle associazioni dei consumatori e l’esasperazione dei clienti.
(articolo di Alessandro Puato, pubblicato sul Corriere della Sera del 28/03/2018)
 
 
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