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Buy and Share approvato al 100% dal Tribunale del Riesame. Pubblicità ingannevole: Aduc segnala Mammamij all'Antitrust
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Comunicato di Emmanuela Bertucci
16 aprile 2018 9:26
 
  Cosa pensereste di un sito di buy and share approvato da un tribunale italiano?

Sul sito mammamij.it, ecommerce buy and share per il quale Aduc ha già presentato una segnalazione all'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM), è comparso un banner in pop-up, appena si accede al sito, che recita:

“Mammamij. Unico sito di buy and share con sentenza favorevole del Tribunale del Riesame. 100% Approved”

Chi legge comprende che Mammamij, a differenza di altri siti, è approvato al 100% dal Tribunale del Riesame, quindi ci si può fidare...

Ma si tratta di pubblicità ingannevole: nessun tribunale, infatti, “approva” o certifica una attività commerciale. Anzi, dal testo pubblicato si apprende che:
- esiste un procedimento penale, nel corso del quale il sito è stato posto sotto sequestro;
- l'indagato, o il proprietario del sito se persona diversa dall'indagato, ha impugnato il provvedimento di sequestro;
- il Tribunale del Riesame ha dissequestrato il sito.

Non altro; le indagini potrebbero essere ancora in corso, oppure la Procura della Repubblica potrebbe aver chiesto il rinvio a giudizio o l'archiviazione. Di certo, il consumatore che accede al sito, trovandosi davanti questo banner, si convince che c'è stata una sentenza, il che dà l'idea di definitività (mentre il Tribunale del Riesame si pronuncia con ordinanza, non decide nel merito), e lo stesso riferimento al Tribunale del Riesame, non contestualizzato, fa pensare solo ad grado di appello, e quindi di maggior autorevolezza dell'approvazione da parte dell'autorità giudiziaria.

Se la pubblicità è l'anima del commercio, il pubblicitario che riesce a convertire una vicenda penale in pubblicità (ingannevole) è un genio.

E c'è dell'arte anche nella penna che verga un'altra pagina del sito, quella dedicata alla presentazione della società (https://mammamij.it/chi-siamo/), in cui viene spiegato che: “Il sistema è molto semplice e non è assolutamente finalizzato alla truffa, infatti di seguito riportiamo la nostra sede legale ed operativa”.

Rendere noti i dati societari e la sede legale è un obbligo di legge, non una prova di correttezza nei confronti dell'utenza.

E ancora: “Tutti i nostri prodotti vengono fatturati per l’intero importo nel rispetto di tutte le norme di regolamentizzazione vigenti in materia”. Neologismi a parte, anche qui, fatturare è un obbligo, non un quid pluris che conferisce serietà all'azienda.

Abbiamo quindi denunciato all'Antitrust il sito internet mammamij.it, per pratica commerciale ingannevole.
 
 
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