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CANONE RAI E VICENDA BLOCKBUSTER
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Comunicato 
4 agosto 2000 0:00
 


LA RAI E' RESPONSABILE PRINCIPALE.
L'ADUC CHIEDE L'INTERVENTO DELLA COMMISSIONE PARLAMENTARE DI VIGILANZA RAI Firenze, 4 Agosto 2000. La Guardia di Finanza ha chiesto a due negozi di noleggio videocassette della catena Blockbuster, di poter accedere all'elenco dei loro soci (circa 2 milioni in tutta Italia), per effettuare controlli paralleli con il pagamento del cosiddetto canone Rai. I negozi si sono rifiutati, la Guardia di Finanza ha fatto un passo indietro, il Garante della privacy ha chiesto spiegazioni e alla Rai tranquillizzano: fa parte di un piano gia' predisposto a gennaio per "scovare" quel 4-5% di italiani che si stima siano evasori di questo canone.
Interviene il presidente dell'Aduc, Vincenzo Donvito.
Chissa perche' hanno aspettato 7 mesi dalla decisione, prima di farlo: non crediamo di essere tanto maligni se ipotizziamo una scelta voluta di questo periodo, col Parlamento chiuso e l'attenzione generalmente piu' bassa, hanno voluto evitare qualunque reazione istituzionale e metterlo nel facile dimenticatoio dell'ombrellone.
Quel che piu' preoccupa nella vicenda non e' tanto la Guardia di Finanza che, pur senza alcun mandato, si presenta da un privato e gli chiede conto della sua agendina, ma il fatto che la Rai abbia concertato con le Fiamme Gialle questo tipo di operazione. E mentre la Finanza si trincera dietro dei non so, vedremo, ci stiamo pensando, alla Rai dicono che e' tutto regolare.
Ci rimbombano ancora nelle orecchie le affermazioni del presidente Roberto Zaccaria nei giorni in cui c'erano le prime polemiche sullo show "il grande fratello": "E' un progetto inquietante. Come cittadino, prima che come presidente della Rai, mi preoccupa che la concorrenza non guardi piu' al mezzo per raggiungere il fine dell'ascolto. Mi chiedo se la tv in generale, non solo il servizio pubblico, che mai avrebbe potuto compiere una scelta simile, possa fare certe cose ….. valori fondamentali del vivere civile vengono messi in discussione. La mia e' una preoccupazione di carattere etico".
Chissa' perche' l'inquietudine del presidente Rai, il richiamarsi al metodo che deve collimare con il fine, i valori fondamentali del vivere civile, e la sua eticita', non sono piu' tali in questo caso di palese violazione della privacy della catena Blockbuster e dei singoli videonoleggiatori: probabilmente perche' i propri diritti sono sempre superiori a quelli degli altri e, soprattutto, delle leggi. Se la Rai ha voluto dare un esempio di correttezza e attinenza alle leggi, non poteva fare di meglio. La ringraziamo per non essersi smentita, perche' almeno ci da' consolazione della giustezza delle nostre valutazioni sull'arroganza che le nasce dal potere monopolista sull'informazione pubblica.
Per queste ragioni abbiamo inviato oggi stesso una segnalazione alla Commissione parlamentare di vigilanza della Rai, chiedendo se e' giusto che l'ente pubblico monopolista debba violare la legge per far valere un suo presunto diritto, mortificando cosi' la sua funzione.
 
 
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