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IL CANONE TV E' DI 420 LIRE! E LA RAI CI FA PAGARE ANCHE LE SUE TASSE
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Comunicato 
22 gennaio 1999 0:00
 
Roma, 22.1.99. Sembra assurdo ma e' cosi': il canone TV non e' mai aumentato dal 1944 ed e' rimasto a 420 lire. Si tratta del canone base che non aumenta per non far salire l'inflazione (e questo la dice lunga sui livelli inflattivi tanto propagandati). Il canone di abbonamento alla Tv per uso privato, e' cosi' ripartito:
canone sovraprrezzo tassa concessione iva totale 420 157.310 8.000 5.870 171.600 Quello che e' aumentato -dichiara Primo Mastrantoni, segretario dell'Aduc- e' il sovrapprezzo. Il mistero e' l'applicazione dell'IVA, che e' di lire 5.870 e che non corrisponde al 4% della somma delle tre voci (canone + sovrapprezzo + tassa di concessione), ne' al 4% della somma parziale delle voci; come si arrivi a pagare 171.600 lire e' un'incognita di cui chiediamo spiegazione al Ministro delle Finanze -visto che il canone non e' tale ma una tassa- e al Ministro delle Comunicazioni che ha emesso il decreto.
Il vero e proprio scandalo e' la tassa di concessione governativa per trasmettere via etere: 8.000 lire. La Rai, per trasmettere, dovrebbe pagare allo Stato, come qualunque altra emittente televisiva, una tassa di concessione, ma il suo pagamento grava sugli utenti, che non conoscono le singole voci del canone, e che, quindi, non sanno che non pagano solo il servizio pubblico, ma anche le tasse del concessionario di questo servizio. Non sarebbe strano se anche le altre emittenti potessero fare altrettanto, ma non e' cosi': pagano la loro tassa di concessione allo Stato, e zitte. Questo privilegio della Rai rafforza le motivazioni della procedura d'infrazione aperta dalla Ue contro la Rai stessa: accusata di usare i proventi del canone per fare piu' concorrenza sul mercato, e non per meglio svolgere il servizio pubblico.
E per questo giriamo questa segnalazione anche al Commissario europeo Van Miert.
Intanto i nostri avvocati stanno approntando una denuncia per concorrenza sleale e abuso
 
 
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