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RAI ALL'AMATRICIANA
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Comunicato 
12 settembre 2000 0:00
 

E' LA PRIVATIZZAZIONE E LIBERALIZZAZIONE DEL MINISTRO DELLE COMUNICAZIONI: CAMBIARE TUTTO PER NON CAMBIARE NIENTE Firenze, 12 Settembre 2000. Il ministro delle Comunicazioni, Salvatore Cardinale, ha fatto conoscere il suo pensiero sulla privatizzazione della Rai: RaiTre finanziata dal canone, mentre RaiUno e RaiDue sul mercato con maggioranza delle azioni in mano allo Stato.
Interviene il presidente dell'Aduc, Vincenzo Donvito.
Ecco servita una Rai all'amatriciana, con tutto il rispetto per la ricetta degli spaghetti. La proposta del ministro Cardinale non fa una piega: e' perfettamente in riga con la politica del Governo italiano in materia di smantellamento dei monopoli di Stato: cambiare tutto per non cambiare niente. Una politica che ha visto in questi anni le beffe dell'Enel, delle Autostrade, dell'Agip/Ip, delle Fs, delle Poste, etc… e che ci fa capire, a partire dalla Rai, cosa succedera', per esempio, all'Alitalia: una migliore razionalizzazione dell'esistente, ma conservando saldamente il potere di capitale e/o di controllo di ogni singola azienda.
Sulla Rai, in passato, e' stato chiamato ad esprimersi anche l'elettorato italiano, che ha fatto sapere la sua preferenza per la privatizzazione. Ma questo non conta, anche perche' l'abitudine a disattendere il volere popolare espresso attraverso i referendum, e' prassi consolidata delle istituzioni italiane (ci sono fior fiore di leggi -finanziamento pubblico ai partiti, responsabilita' civile dei magistrati- e ministeri aboliti -Agricoltura- che oggi sono il fiore all'occhiello del Parlamento e del Governo).
La beffa proposta dal ministro e' del tipo "rozzo", perche' anche il contribuente piu' digiuno di finanza ed economia, capirebbe che, per esempio, una Rai in Borsa, controllata dallo Stato, svolgerebbe la funzione di controllata da se stessa, oltre all'abuso di posizione dominante. Infatti, il sistema "raffinato" (golden share) non viene neanche preso in considerazione, anche perche', c'e' il rischio che la Commissione Europea, a furia di insistere, prima o poi riuscira' a mandare a caso questo meccanismo di controllo e indirizzo che lo Stato mantiene pur con quote minoritarie di capitale.
Noi siamo decisamente stufi di far da massa di manovra passiva a questo gioco sporco con i nostri soldi, obbligati, come siamo, a pagare il canone/tassa, e saremmo anche curiosi di sapere cosa ne pensino tutti coloro che, nel Governo e nella maggioranza che lo sostiene, si dichiarano per le liberta' economiche e per il mercato.
 
 
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