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Servizi Tlc e contratti inesistenti. Come carpire illecitamente soldi. Un caso Vodafone
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Comunicato di Redazione
30 gennaio 2020 12:42
 
 Tutti abbiamo problemi coi vari gestori dei servizi di telecomunicazioni. Talvolta, più che problemi si tratta di truffe, raggiri, inadempienze commesse proprio con la volontà di farle, non disguidi.
E’ così da quando non esiste più la Sip. Qualcuno ha pensato che fosse l’inizio di un mercato che non era abituato alla liberalizzazione e che col tempo si sarebbe assestato nei livelli della legalità, ma la realtà è ancora quella di prima, e non solo non finisce ma ha fatto da apripista a identico metodo che viene messo in atto dai gestori dei servizi energetici.
Forse per qualcuno saremo noiosi, perché sono “cose che si sanno”, ma noi non abbiamo nessuna intenzione di abituarci ad avere il ladro in casa tutti i giorni per il solo fatto che qualunque cosa facciamo questo ladro continua a “visitarci”.
Le storie delle vittime sono patrimonio della ordinaria follia che sembra aver conquistato l’economia del nostro quotidiano, ma questi patrimoni è bene che siano abbattuti, a partire dalla esistenza di associazioni come la nostra e dalla consapevolezza degli utenti che non bisogna mai rassegnarsi.

In questo contesto non sono pochi gli utenti che scrivono al nostro servizio di consulenza web “Scrivi all’Aduc”, domande a cui rispondono consulenti che prestano volontariamente la loro opera all’associazione. Le lettere vengono poi pubblicate sulla specifica rubrica Cara Aduc.

La lettera che pubblichiamo oggi crediamo possa essere utile ad informarsi e non cadere nelle trappole: “Fatture Vodafone di contratto inesistente”.
Attenzione: il gestore Vodafone, che questa volta viene chiamato in causa, è uno dei tanti, ché nessuno dei gestori presenti sul mercato crediamo possa essere giudicato esente da questo andazzo.


La lettera inviata a Cara Aduc
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Buongiorno
Sto ricevendo fatture Vodafone per una sim dati, ma io non ho alcuna sim dati ne Vodafone né di altri. Inoltre nella prima fattura il codice fiscale era errato. Ho contattato il servizio clienti. Ho avvisato dell'errore non avendo sottoscritto alcun contratto, informandoli per giunta che il c.f. era sbagliato. Mi hanno fatto alcune domande e mi hanno chiesto quale fosse il mio c.f.. Gliel’ho comunicato in buona fede evidenziando quanto fosse diverso. Mi hanno detto di non preoccuparmi, di non pagare nulla e che era tutto risolto. Ma mi sono poi arrivate altre 3 bollette con il c.f. corretto che io stesso gli avevo stupidamente comunicato. Non le ho chiaramente pagate. Come devo comportarmi?
Ringrazio anticipatamente.


La Risposta di Aduc
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non si finisce mai di apprendere i sotterfugi che alcuni gestori telefonici utilizzano per cercare di carpire illegittimamente soldi alle loro vittime. Questa della correzione del codice fiscale per "sistemare" la vicenda e invece correggere il loro "errore", è veramente scandalosa.
Comunque, finché le arrivano richieste per posta ordinaria o per qualunque altro mezzo che non sia tracciabile (l'unico è la raccomandata A/R), ignori le loro pretese. Solo se e quando dovessero farsi avanti con una raccomandata A/R, in quel caso, facendo presente la sua estraneità e la loro "furbizia" in malafede rispetto al codice fiscale e alla sua buona fede, questo cio' che dovrebbe fare, nell'ordine:
1. inviare un'intimazione al gestore con raccomandata a/r chiedendo eventualmente anche i danni;
2. se alla lettera riceve risposta negativa oppure non riceve risposta alcuna, fare un tentativo di conciliazione presso il Corecom della sua Regione;
3. se neanche la conciliazione va a buon fine, fare causa presso il suo giudice di pace oppure presentare istanza di definizione della controversia al proprio Corecom regionale, se abilitato, oppure direttamente all'Agcom utilizzando il formulario GU14.
 
 
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