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TELECOM: ABUSO POSIZIONE DOMINANTE. CHE SIA L'INIZIO?
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Comunicato 
23 giugno 2003 0:00
 

Firenze, 23 Giugno 2003. L'Antitrust ha avviato una istruttoria nei confronti di Telecomitalia per abuso di posizione dominante, contestandogli l'offerta che avrebbe fatto a clienti di operatori concorrenti per quanto riguarda la rete fissa.
L'auspicio che questo possa essere l'inizio di una serie di provvedimenti a catena, e' d'obbligo.
Perche' proprio non se ne puo' piu' di essere a livelli di terzo mondo per la rete infrastrutturale delle comunicazioni.
Il nodo del problema e' tutto nella Telecomitalia, su quell'ultimo miglio che non e' in alcuna previsione che gli possa essere levato. Sulla proprieta' di questo collegamento dalle postazioni private alle centraline che ha ereditato dalla sua posizione monopolista nel mercato, e i cui vantaggi, invece di essere distribuiti fra tutti gli operatori, continuano ad essere a suo esclusivo appannaggio.
Quindi, indipendentemente dalla specifica istruttoria oggi comunicata dall'Antitrust, e' proprio per come e' strutturato e organizzato per i futuro il mercato della telefonia fissa che l'abuso di posizione dominante e' una costante innaturata: come puo' l'unico fornitore del pezzo vitale della comunicazione fissa ad una serie di operatori, essendo anch'egli sul mercato con gli stessi prodotti dei suoi concorrenti, non essere in abuso di posizione dominante?
Qualcuno si e' mai chiesto perche' l'Italia, per esempio, e' cosi' indietro per le infrastrutture dei sistemi Adsl, e perche' il ministero che se ne occupa -Lucio Stanca, per l'Innovazione tecnologica- appaia ridicolo quando ci parla di coperture parziali del territorio da qui a dieci anni .. quando per l'appunto l'Adsl sara' roba da archeologia?
La risposta e' semplice a dire: ASSENZA DI MERCATO E CONCORRENZA, perche' tutti devono passare dal collo dell'imbuto di Telecomitalia, che si gestisce i suoi tempi solo pensando a se stessa, cercando di perdere clienti con la minore emorragia possibile, e quindi penalizzando qualunque fornitura (tecnica ed economica) nei confronti dei suoi concorrenti. Ma e' impossibile da mettere in pratica, a partire dal fatto che lo Stato e' ancora presente, con poteri di golden share, nella compagine azionaria di Telecomitalia, e che non ha alcuna intenzione di andarsene, tant'e' che ha proposto all'Ue delle riforme in materia che consoliderebbero maggiormente questo assetto di controllo.
Va da se' che se lo Stato e' il primo a non dismettere l'assetto monopolista, la risposta che sopra abbiamo definito come semplice, diventa una "possibilita' impossibile".
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
 
 
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