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Wind Tre, altro che smartworking: come ostacolare il lavoro di una partita iva senza colpo ferire
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Comunicato di Anna D'Antuono
25 agosto 2020 10:29
 
I servizi di telefonia sono tra i principali di cui Aduc si occupa, a causa dei comportamenti poco trasparenti degli operatori ma anche della mancanza di un’assistenza alla clientela degna di questo nome. Troppo occupate a preparare di continuo costosissime campagne pubblicitarie, le compagnie tendono a “trascurare” la sostanza della propria attività.

Da quando il Covid ha purtroppo colpito duramente i cittadini e l’economia del paese, i servizi di comunicazione costituiscono ancora più di prima una componente fondamentale per la vita di milioni di persone, ed invece ecco cosa può accadere all’improvviso ad un professionista partita iva che utilizza i servizi di telefonia, ed internet ancora di più, per lavorare: a mezzogiorno in punto di ieri, Wind Tre ha sospeso il servizio lasciandolo senza linea telefonica fissa, senza linea Adsl e senza linea mobile/dati. Tutto proprio mentre il malcapitato sta affrontando un impegnativo lavoro che scade a giorni!
Quale la colpa del cliente? Nessuna, anzi si è era anche dimostrato molto diligente.

Lo scorso 30 luglio, non vedendosi recapitare via email la fattura mensile, il cliente ha fatto accesso alla propria area nel sito internet Wind Tre dove il documento era presente. Nell’occasione si è accorto che risultava inevasa la fattura con scadenza giugno, invece regolarmente pagata nei termini. Da cliente diligente, ha subito inviato a Wind Tre una pec per segnalare l’anomalia, comunicando anche gli estremi del pagamento.

Nessuna risposta gli è giunta fino a ieri a mezzogiorno, appunto, quando si è visto sospendere il servizio senza nemmeno aver ricevuto alcun preavviso di distacco previsto dalla normativa, e per lo più per un’unica fattura risultante in maniera erronea impagata!
La mancanza più grave è proprio non aver inviato il preavviso: se lo avessero fatto, il cliente avrebbe -nuovamente- inoltrato la ricevuta di pagamento e tutto sarebbe finito lì.

E’ questo il modo con cui Wind Tre offre il proprio supporto ad un professionista partita iva, specie in un periodo come quello che purtroppo stiamo attraversando? Un professionista, tra l’altro, cliente da oltre dieci anni, non quindi uno dei milioni di “ballerini” bensì cliente stabile, di quelli che si aspetterebbero -al di là degli slogan pubblicitari- non un trattamento di riguardo ma almeno di essere presi in considerazione quando comunicano con la società. Ed invece Wind Tre non ha rispettato nemmeno le -certo non draconiane- prescrizioni di legge in merito agli insoluti ed ai reclami.

E non è il primo strano intoppo che accade al medesimo cliente.

Nel 2013 era incorso in un altro caso strano, avendo deciso di trasformare la propria linea fissa da tradizionale a Voip (linea voce che viaggia sulla linea internet) con contestuale cambio di numero
Per circa due anni, però, aveva ricevuto le fatture non solo della nuova linea ma anche di quella precedente nonostante il contratto fosse cessato. Dopo innumerevoli solleciti di pagamento e altrettanto innumerevoli risposte, Wind Tre si era decisa ad annullare le fatture emesse per errore.
Tutto risolto, quindi, se non fosse che ai primi di giugno il cliente si è visto pervenire una lettera raccomandata con cui Wind Tre gli comunica il preavviso di recesso dal contratto nel caso in cui non pagasse sollecitamente una di quelle fatture indebite, tra l’altro con scadenza 2013 e quindi ampiamente prescritta!
Anche in questo caso, il cliente diligente ha inviato un reclamo a mezzo pec che ha ricevuto in replica di “non aver rilevato alcuna irregolarità“.
Non c’è che dire, una risposta davvero concreta, dettagliata ed esaustiva!

Oltre a segnalare l’accaduto all’Agcom e all’Agcm per gli aspetti di competenza di ciascuna, come giusto che sia ci apprestiamo per conto del cliente a chiedere a Wind Tre un risarcimento dei danni cagionati.
 
 
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