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Rai, canone e informazione pubblica. Gli intoccabili contro la libertà di informazione
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Articolo di Vincenzo Donvito
15 dicembre 2018 9:41
 
 Sulla Rai sembra proprio che tutti i politici, di maggioranza e di minoranza, non riescano ad esprimersi se non in termini di potere e lottizzazione. E’ di ieri l’audizione del vice-premier e ministro dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio, in commissione vigilanza della Rai. E il nostro incipit è banalmente confermato. Nonostante le guerre guerreggiate del suo partito e del suo incaricato, Vito Crimi, sottosegretario a capo del Dipartimento per l’informazione e l’editoria, col piano di decrescita del finanziamento pubblico all’editoria per “disintossicare le testate dai soldi pubblici e dalla politica” *… nonostante questo, quando si è di fronte alla Rai, scatta il meccanismo degli intoccabili, categoria in cui si annoverano tutti coloro che, per nomina partitica, amministrano e lavorano alla tv di Stato. Certo, il nostro ministro, che è populista dichiarato, non può fare a meno di sostenere che uno degli obiettivi del suo governo è far calare il canone/imposta della Rai dagli attuali 90 euro all’anno **, ma al di là dell’esternazione che lui ritiene le porti popolarità, tutto quello che riguarda la Rai, e solo preoccupazione per meglio spartirsela, dando un pezzetto a tutti, sì da tenerseli buoni, ma tenendo il grosso per sé.
Questa sarebbe l’alternativa per l’informazione: meno soldi ai privati, conferma del carrozzone della tv di Stato e migliore spartizione. “Non c’é alcun cenno di privatizzazione dei canali Rai nel contratto di servizio”; e sulle accuse di dumping per la pubblicità: “consiglio ai privati di rivolgersi all’Antitrust”…. Che – ricordiamo noi - sulla materia si è ampiamente pronunciata in passato, confermando lo stato dei fatti.
Il referendum del 1995 che chiedeva la privatizzazione della Rai… inesistente… e dire che più popolari dei referendum cosa ci dovrebbe essere…. forse noi abbiamo un concetto e una pratica diversa di “popolare”?
Niente, ordinaria amministrazione. I politici che, quando erano all’opposizione, facevano gli alternativi e che una volta al potere sostengono di voler “disintossicare le testate dai soldi pubblici”… certo, danno loro meno soldi, visto che sono quasi tutte testate di opposizione alla politica del governo, tanto loro -oggi al potere – non ne hanno bisogno, chè la Rai basta e avanza. Questa la chiamano libertà di informazione.
Qui un nostro recente articolo in materia: https://tlc.aduc.it/articolo/canone+imposta+rai+immodificabile+obbligatorio_28873.php

* parole del ministro Di Maio
** importo che i contabili della Rai, che vogliono tutt’altro che la riduzione dell’importo del canone, ricordano essere tra i più bassi in Ue, battuto solo da Repubblica Ceca, Slovacchia, Polonia e Romania
 
 
 
 
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