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Imposta/canone Rai. La riforma? Mah...
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Articolo di Vincenzo Donvito
17 novembre 2014 12:48
 
 Il Governo sta cercando di “indorare” la pillola da far ingerire ai contribuenti (1 miliardo e 800 milioni di euro) per continuare a pagare il servizio pubblico radiotelevisivo. Sta cioe' cercando di farglieli digerire meglio di come -fatti, storie e discorsi alla mano (1)- fino ad oggi non ci sia riuscito. Il metodo sarebbe quello di far pagare piu' persone ma con importi piu' bassi rispetto agli attuali 113,50 euro, collegando lo specifico importo agli indicatori Insee.
E come aumentare il numero dei contribuenti? Semplice (per loro): importo legato alla bolletta elettrica e pagheranno anche i possessori di tablet, ipad, smartphone, pc. L'onere della dimostrazione di non possedere un simile apparato, dovrebbe spettare ai contribuenti.
Rientra quindi dalla finestra quella che era uscito dalla porta quando, qualche anno fa, la Rai aveva lanciato una campagna in grande stile per far pagare l'imposta anche ai possessori di pc e simili. Campagna rientrata -sulla carta- dopo un pesante intervento dell'allora ministero delle Attivita' Produttive. Sulla carta perche', in questi anni, i baldanzosi e famelici accertatori della Rai che bussano alle porte delle case dei contribuenti, hanno continuato non solo a mettere firme false o estorte con la menzogna su dichiarazioni di possesso di un tv, rilasciate anche da chi non c'entra nulla col diretto contribuente, ma a dire che l'imposta andava pagata anche per il possesso di un pc.
Ed ora, nonostante il parere contrario dell'Autorita' per l'energia elettrica il Gas e il Sistema Idrico (AEEG), sembra che il prelievo avverra' in un qualche modo dalla bolletta elettrica. Quindi la presunzione di possesso sara' tale per il solo fatto di possedere un'utenza elettrica. Chissa' quale sara' il metodo e i tempi di esazione da parte della Rai, visto il numero di gestori dei servizi elettrici, e la loro diffusa e costante abitudine -almeno nei rapporti con l'utenza- di non farsi mai staccare i soldi che in qualche modo (anche illecito e illegale) finiscono nelle loro casse... Vedremo.
La chiamano riforma. Parola usata come se fosse esclusivo sinonimo di cambiamento, e non anche miglioria per i piu'. Miglioria lo sara' sicuramente per lo Stato grassatore, avido, non-trasparente, nemico del contribuente, anti-liberta' economiche e dell'informazione: uno Stato che favorisce l'abuso di posizione dominante del proprio house-organ su tutto il panorama dell'informazione radio-tv, e che ci prende per i fondelli chiamando canone/abbonamento un'imposta obbligatoria per il possesso di un apparecchio tv.
E quello che ci dara' piu' noia, sara' che -alla fine- saremo stati beffati in due modi: facendoci credere che questo sia il percorso dello Stato che risparmia e amico dei contribuenti, e facendoci pagare piu' soldi di ora (chi non ha un pc e simili?).
Ci scommettiamo che l'evasione fiscale, in merito e non solo, aumentera'? Ci sentiamo dopo un po' di tempo dalla riforma.
L'occasione e' d'oro per ribadire che -se intendiamo con riforma cio' che dovrebbe apportare il bene ai piu' e non solo allo Stato padrone- si puo' girare intorno a questa appetitosa torta (per i partiti e i loro sudditi) della Rai quanto si vuole, ma l'unico canale possibile e' l'abolizione di questa imposta e la privatizzazione del servizio pubblico radiotelevisivo.

Qui il nostro specifico canale web dedicato all'imposta Rai

(1) vedi le varie lettere/testimonianze pubblicate sul nostro web
 
 
 
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