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Legge di bilancio 2024 e servizio pubblico di informazione
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20 dicembre 2023 10:02
 

Entro fine anno dovrà essere approvata la legge di bilancio che riguarda tutti gli italiani, indipendentemente da come e se hanno votato. Abbiamo un servizio pubblico di informazione che dovrebbe informarci sullo stato dell’arte, le diverse opinioni, le proposte alternative e gli eventuali emendamenti correttivi fatti dai parlamentari. Servizio attraverso cui dovremmo/potremmo informarci sul dibattito parlamentare.

Sembra che venerdì 22 questa legge (altrimenti detta “manovra”) dovrebbe avere il voto di fiducia dal Senato e poi - pausa feste canoniche - subire altrettanta sorte alla Camera entro il 31 dicembre. Parlamento come camera di registrazione e non luogo in cui, per l’appunto, si dovrebbe parlare. Non è una novità, per qualunque schieramento politico.

Curiosi, sui media del servizio pubblico e quelli privati, ci siamo imbattuti in notizie e dibattiti di vario tipo, quasi per nulla sulla manovra ma essenzialmente sui pandori e le uova dell’influencer Ferragni e di suo marito: aspetto analizzato nei minimi particolari a partire dalla citazione negativa che la premier Meloni ne aveva fatto durante la festa del suo partito. Rai1, Rai2, Rai3, Rainews24, La7, le tre Mediaset, etc. 
Dibattiti talmente diffusi e articolati che abbiamo quasi creduto che la “manovra” 2024 vertesse, quantomeno come ispirazione, sulla vicenda del pandoro e delle uova pasquali.

Ci siamo domandati se questa avesse potuto essere una sapiente strategia del governo per non dibattere della manovra e far “passare” alla chetichella provvedimenti non proprio popolari per le tasche e le libertà dei cittadini. 

No, il Grande Fratello italiano non ci sembra così raffinato, limitandosi per ora alla narrazione di alcuni reclusi che ambiscono a diventare famosi. Il nostro primo ministro è “sanguigna” e non sarebbe la prima volta che mette insieme l'oratoria da statista con quella di capo-partito e agitatrice-sociale. Il dibattito sul nostro 2024 basato sul pandoro piuttosto che sui numeri, crediamo sia dovuto ad un andazzo dell’informazione che, basandosi sul presunto scoop e sul mettere a nudo anima e corpo di chi provoca questi scoop, crede di essere con questa scelta più interessante e remunerativo (per se stesso, economicamente e politicamente). 

La domanda: deve essere così anche per il servizio pubblico? Non è che quest’ultimo per correre dietro a share e concorrenza coi privati, si sia dimenticato di essere quello che è, avendo anche il vantaggio, rispetto ai privati, del finanziamento attraverso il cosiddetto canone?
E’ possibile che abbiamo capito poco o nulla o siamo troppo faziosi…e ci viene in mente Pirandello col suo “Così è (se vi pare)”

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