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Libertà di stampa. Giornata internazionale: l’anomalia italiana
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Comunicato di Vincenzo Donvito
3 maggio 2021 11:20
 
Il 3 maggio è la Giornata Internazionale per la Libertà di Stampa. Ci sono fior fiore di rapporti che dicono come nel mondo questa libertà è spesso una chimera. E ci sono altrettanti meno rapporti che fanno capire come questa libertà, anche dove sembra scontato che ci sia, nei fatti non c’è. Tra questi Paesi c’è l’Italia. Certo, non siamo paragonabili a Paesi come Russia, Cina, Turchia e, non ultimo, Ungheria (che risalta per il fatto che è un Paese UE). Ma abbiamo il nostro bagaglio di vergogna e di anomalie.
Il barometro per questa libertà è uno solo: concorrenza. In cui lo Stato dovrebbe garantire una base di partenza uguale per tutti, e poi si affermino i migliori.
Per la carta stampata questa concorrenza sembra ci sia.
Non è così per radio e tv. E’ preoccupante che la Repubblica italiana abbia nei suoi principi fondanti questa libertà ma poi lo Stato se ne arroghi il monopolio (Rai) , con “bastone e carota”:
- “bastone” facendosi pagare un’imposta da tutti i possessori di un apparecchio tv con la menzognera dizione di canone, anche se questi apparecchi vengono utilizzati dagli utenti per guardare la concorrenza della Rai;
- “carota” concedendo briciole ai propri concorrenti (si pensi al mercato pubblicitario, unico guadagno per i concorrenti ma non per Rai).
Ogni tanto esplodono casi tipo Fedez. Aria fritta: tutti fanno i difensori della libertà, anche quelli che hanno il controllo attuale e prossimo della Rai (stanno per rinnovare il Cda, che si adeguerà alla nuova maggioranza di governo).
E’ questa libertà di stampa?

Qui il canale web di Aduc sulla Rai: https://tlc.aduc.it/rai/
 
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