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I Corecom sono ignoranti: i casi di Umbria e Puglia
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Articolo di Domenico Murrone
20 febbraio 2007 0:00
 

I Corecom, non sono solo inutili e dannosi*, ma anche ignoranti. Con fare paternalistico diffondono notizie false o incomplete, che non aiutano gli utenti nei contenziosi con i gestori telefonici. Negli ultimi tempi la palma dei "migliori" va ai Comitati regionali per le comunicazioni della Puglia e dell'Umbria.

Luciano Moretti, presidente del Corecom umbro, il 20 febbraio 2007 ha annunciato alla stampa regionale l'apertura di uno sportello per le conciliazioni a Terni. La felicita' di dare questa buona notizia lo ha portato a strafare. Anzi a stradire: la conciliazione e' uno strumento alternativo a quello giudiziario. Purtroppo, non e' alternativo per nulla. La conciliazione presso un organismo non giurisdizionale come il Corecom e' obbligatorio. Per intendersi: se Telecom addebita illegittimamente 500 euro in bolletta e rifiuta il rimborso, non si puo' andare direttamente da giudice di pace o in tribunale, ma devo passare obbligatoriamente dal Corecom.

Il Corecom Puglia ha fatto di meglio. Il 31 gennaio 2007, veniva annunciata l'attivazione del servizio di conciliazione presso la sede di Bari. Il comunicato, fra l'altro, dice: In caso di mancato accordo tra le parti il Corecom attiva una seconda fase, che rimanda all'Autorita' per le garanzie nelle comunicazioni la soluzione della controversia.

In questo caso, il solerte Corecom pugliese rimanda all'Agcom (l'Autorita' per le garanzie nelle comunicazioni) i casi per i quali non e' stato trovata una soluzione in sede di conciliazione. C'e' un piccolo particolare: l'Agcom ha una sola sede a Napoli, cosi', anziche' comunicare agli utenti che -esperito inutilmente il tentativo di conciliazione obbligatoria- l'utente puo' presentare istanza al giudice di pace del suo comune, il Corecom comunica che la procedura continuera' a Napoli a cui si dovra' presentare lui stesso, un suo legale o una persona delegata.
Quindi, lo sfortunato utente di Otranto, in provincia di Lecce, si dovra' sorbire un viaggio a Bari (circa 4 ore in treno). Fallita la conciliazione, dovrebbe recarsi a Napoli, attraversando gli Appennini (impiegando in treno almeno 8 ore).
Senza commenti.


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