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Piano per banda larga: martedi' 9 giugno il Governo scopre le carte (dopo tre mesi di attesa)
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Articolo di Vel
6 giugno 2009 0:00
 
È giunto il momento per il viceministro alle Comunicazioni, Paolo Romani, di scoprire le carte sulla banda larga e d'indicare quali delle opzioni di politica industriale tracciate dal consulente Francesco Caio (nel dossier consegnato il 12 marzo scorso all'esecutivo) intendera' adottare. Martedi' 9 giugno, infatti, Romani - che si muovera' in accordo con i ministri Claudio Scajola, Giulio Tremonti e Renato Brunetta - sara' ascoltato dalla commissione Trasporti della Camera proprio per l'illustrazione del piano di sviluppo delle Tlc e della banda larga. E alle 16 terra' una conferenza stampa nella sede del ministero con al suo fianco proprio quel Caio al quale l'esecutivo ha chiesto nell'autunno scorso di scattare una fotografia sulle tlc. Un'istantanea dell'infrastruttura telefonica italiana a partire dall'obsoleta rete Telecom; un'analisi preliminare sul ruolo che pubblico e privato dovranno giocare; statistiche sulla reale diffusione dell'Adsl; consigli per il passaggio da una banda "larghina" (2 Mbit/s) a una banda "larghissima" a 100 Mbit/s; prospettive di crescita della domanda legate all'evoluzione di internet come piattaforma di distribuzione di audio, video e dati; opzioni per ridurre le aree del digital divide geografico attraverso un adeguato mix di tecnologie fisse (fibra ottica) e radio (wireless); e infine consigli su come investire al meglio il miliardo e mezzo gia' stanziato per la banda larga dal governo, il 10 per cento di quei 15 miliardi che serviranno per ammodernare la nostra rete.
Diverse le opzioni - di taglio parecchio scientifico - consigliate da Caio a Romani per lo sviluppo della banda larga in Italia. Si va da quella "ambiziosa" (10 miliardi di investimenti in 5 anni per coprire 100 citta' e 10 milioni di famiglie) a quella "realista" (5,4 miliardi di investimenti per raggiungere 45 citta' e oltre 4 milioni di famiglie) fino a quella minimalista che raccomanda interventi mirati di flessibilita' sul territorio. Ad oggi il 12 per cento della popolazione, otto milioni d'italiani, sono esclusi dalla banda larga. E per moltissimi dei restanti la banda e' "larghina" (2 Mbit/s). Per tenere l'Italia nel G8 anche per le tecnologie digitali, l'esecutivo farebbe bene ad essere "ambizioso".
(Il Velino)
Un'ambizione necessaria per consentire al BelPaese di risalire quella classifica Ocse che nel 2007 la collocava al 21esimo posto per la penetrazione della banda larga. Ma la crisi e i pochi fondi a disposizione consigliano anche un pizzico di prudenza.
 
 
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