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 ITALIA - ITALIA - Confidustria; digitalizzare il Paese conviene, risparmi annui di quattro miliardi di euro
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22 ottobre 2009 10:37
 
L'impatto complessivo sul Pil della digitalizzazione del Paese oscilla in un range del 3%, con la previsione per la pubblica amministrazione di risparmi annui fino a 4 miliardi. L'investimento una tantum che dovrebbe essere messo in campo dal governo è quantificabile in 4 miliardi di euro in totale. E' quanto emerge dal documento strategico di Confindustria 'Servizi e infrastrutture per l'Innovazione digitale del paese' in cui l'organizzazione chiede un progetto paese che "definisca in modo organico gli obiettivi strategici infrastrutturali a livello nazionale nel medio e lungo termine".
L'obiettivo del progetto Paese potrebbe essere quello di sviluppare le reti di nuova generazione "coniugando l'interesse nazionale con un contesto di mercato che stimoli gli investimenti e il livello di concorrenzialità", partendo dalla constatazione che in Italia lo sviluppo della banda larga "non puó prescindere da un ragionevole mix di soluzioni Ngn (Next generation networks) wireless e wireline", cioè di tecnologie di accesso fisso e mobile. Il presidente Emma Marcegaglia, in questa ottica, chiede al governo e alle istituzioni di "mettere a disposizione da subito le risorse destinate alla banda larga e proseguire decisamente nel piano di E-government 2012".
"Nel nostro paese - afferma Marcegaglia nella prefazione del rapporto - solo il 10% delle imprese vende via internet, mentre in Germania e Regno Unito il canale online è utilizzato dal 45% delle aziende". Per sostenere un grande Progetto paese "siamo tutti chiamati a fare la nostra parte" e come Confindustria, continua Marcegaglia, "abbiamo individuato due ambiti di intervento: l'infrastruttura (banda larga) e i servizi online".
Cosí è nato questo documento che, spiega il numero uno degli industriali, "ha condotto alla formulazione di dodici proposte e circa settanta azioni che rappresentano la 'Carta dell'innovazione digitale' di Confindustria per il paese".
Le dodici proposte costituiscono gli interventi di policy necessari per Confindustria e prevedono, tra le altre cose, la digitalizzazione della P.a., un servizio sanitario digitale per aumentare qualità della vita, la diffusione e il miglioramento dell'informatica nelle scuole, la realizzazione del processo civile telematico, l'innovazione digitale come priorità per la competitività delle imprese e per la semplificazione del rapporto tra P.a. e imprese, promuovere l'alfabetizzazione digitale del paese e assicurare lo sviluppo della banda large e l'innovazione nelle reti.
L'investimento di risorse pubbliche per un totale di 4 miliardi di euro andrebbero spalmate in 3 anni (1,4 miliardi per l'E-Government 2012, 1,2 miliardi per l'informatizzazione dei sistemi per i rapporti con imprese e cittadini e 1,4 per superare il digital divide). I risparmi per la pubblica amministrazione vengono stimati nell'ordine di 4 miliardi l'anno a partire dal 2012.
Nell'ambito del progetto paese appaiono per Confindustria "indispensabili" una serie di interventi come la mappatura delle infrastrutture di telecomunicazione esistenti e di tutte le infrastrutture civili utilizzabili, il coordinamento dei lavori civili tra tutti i fornitori di servizi di pubblica utilità, la semplificazione della normativa civilistica e la definizione e gestione del processo di transizione verso la Ngn.
Confindustria chiede, tra le altre cose, un target piú ambizioso di offerta di accessi Ngn fissi, maggiore del 65% attualmente previsto, a parità di tempi di realizzazione o addirittura con tempi inferiori, e di armonizzare piú facilmente i piani di sviluppo delle tecnologie di accesso Ngn fisse e mobili. Occorre promuovere un mix "maggiormente orientato all'architettura fissa 'future-proof Ftth", cioè con collegamenti in fibra ottica "fino all'abitazione/ufficio del cliente finale". Occorre pianificare lo sviluppo delle nuove infrastrutture "non solo con una logica di mercato ma anche con una logica di sistema paese", la collaborazione tra pubblico e operatori privati, assicurare il "coordinamento nell'utilizzo dei fondi pubblici statali e regionali all'interno di un quadro di riferimento nazionale per il superamento del digital divide" entro il 2011. La copertura potrà essere assicurata da "un mix di tecnologie wireline e wireless".
 
 
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