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Rai pubblica. Eterna? Quando vacillano anche i colossi oltremanica e oltre oceani….
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27 marzo 2024 14:09
 

Il futuro della televisione in chiaro finanziata con fondi pubblici è attualmente sotto il microscopio in Irlanda, Gran Bretagna, Australia e Canada. E sembra che ogni Paese sia alle prese con risposte su da dove arriveranno i finanziamenti, se il pubblico ne ha bisogno e se è necessario che sopravvivano.

In Irlanda in modo particolare, divampa da nove mesi uno scandalo su pagamenti segreti ad un presentatore di punta. Non se la passa meglio la Bbc, con enormi tagli al suo budget, dovendosi anche far carico di 745 milioni di sterline che prima non erano di sua competenza. In Australia, con tagli del 15% divampa la polemica sulla faziosità di Abc, l’emittente pubblica. In Canada, i tagli continui al budget (l’ultimo del 10%) alla Cbc pubblica, licenziamento di personale… non riescono a tener testa ad un mercato altamente competitivo come quello dell’America del Nord.

E, anche per l’Italia, la domanda è: qual è lo scopo dei media di servizio pubblico? A fronte anche di un mercato sempre più anziano e i giovani che privilegiano Internet e social.

In Italia - a differenza di come nell’Ue si vorrebbe che fosse: il mezzo più efficace per responsabilizzare il potere - spicca la baldanzosità dei padroni di turno (1) che la usano molto per autoincensarsi e glorificare le proprie funzioni di guida del Paese: invece che guadagnarsi la fiducia ogni giorno, sono più attenti ad incentivare al massimo - anche in modo rozzo - i propri profitti elettorali e non solo. Baldanzosità, comunque, non molto diversa da quando al potere c’era l’attuale opposizione.
  
Ci vorrebbe una riforma per separare la gestione dalle interferenze dei governi… ma per ora non se ne parla, giammai a livello di Unione europea, dove il problema sembra non esistere e, soprattutto, da non affrontare per non turbare i singoli manovratori nazionali.  Qualcuno, per esempio, crede che in merito se ne parlerà in campagna elettorale per il rinnovo del Parlamento di Strasburgo? Suvvia, nello specifico sembra che l'unico interesse sia di mantenere o scalzare le attuali maggioranze a partire dai propri risultati di bandiera e di sovranità.

E mentre in Finlandia (unico esempio di una certa innovazione) il canone per la tv pubblica è commisurato al reddito del contribuente, in Italia abbiamo avuto un referendum che aveva chiesto di privatizzare il servizio pubblico… referendum ovviamente disatteso e dimenticato. E ci teniamo una Rai che, oltre alla sua gestione di potere, campa di pubblicità e canone, con abuso di posizione dominante nei confronti della sua concorrenza che vive di sola pubblicità.


Qui il canale web di Aduc sul canone Rai


1 - la Rai, emanazione dei partiti in Parlamento, è smaccatamente (da sempre) pendente verso il potere governativo nazionale di turno


Qui il video suol canale YouTube di Aduc
 
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