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Cultura e informazione nell'era di Internet, dopo l'era della tv
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Editoriale di Vincenzo Donvito
13 ottobre 2010 11:30
 
Ci sono alcuni casi apparentemente marginali della comunicazione che, probabilmente, stanno diventando diffusi. E riguardano due pilastri della nostra comunita': cultura e informazione.
Internet e' una miniera che bisogna imparare ad usare. Una miniera grazie alla quale si possono ottenere risultati ottimi rispetto ai propri interessi, soprattutto rispetto alla reperibilita' di fonti e riscontri per le stesse. Una miniera che, pero', se viene usata solo con velocita', e non utilizzando la velocita' ai propri fini, puo' distorcere e trasformare il punto di partenza.
Su Internet si muovono due siti che sono punti di riferimento e di sviluppo della propria comunicazione: Wikipedia in quanto enciclopedia stabile, Facebook in quanto agenzia di stampa dinamica.
Entrambi sono quello che i navigatori ci pubblicano. Entrambi hanno regole tecniche e comportamentali funzionali alle politiche commerciali dei loro padroni, cioe' aumentare i frequentatori e non aver rogne da nessuna parte, si' da rendere sempre piu' invitante la presenza dei messaggi pubblicitari. Non hanno una regia come in un film o uno spettacolo, sono solo macchine che non comunicano se non quello che i frequentatori vogliono. Una situazione delicata che dovrebbe far usare questi mezzi con cautela e considerazione del loro essere vacui. Ma, per l'appunto, e' sempre meno cosi'.
Quante volte sentiamo dire, anche in qualche Tg della Rai: “e' scritto su Facebook”. In un contesto e con un'enfasi che e' la stessa di quando, negli anni '60, si sentiva dire “l'ha detto la televisione”... e tutti, all'epoca: “ah, beh, se l'ha detto la tv vuol dire che e' proprio vero vero”... e oggi: “eh, beh, Facebook e' Facebook”. Cioe', non “lo dice il New York Times” con la propria pletora di credibilita', giornalisti, direttori, editorialisti, etc., ma Facebook, un sito Internet dove le notizie sono di chi le mette e la cui storia spesso si esaurisce in “ho x anni, mi piacciono le donne, vivo in provincia di xy, mi piace il film x e la canzone y, queste sono le mie foto e questi i miei amici”.
Inoltre, quante volte leggiamo testi in Internet dove, per avvalorare le proprie esposizioni e i propri riferimenti troviamo link a pagine di Wikipedia, a mo' di Treccani iper-universale. Finora non ci e' capitato di sentire in un Tg della Rai il riferimento a Wikipedia a mo' di Treccani... ma non escludiamo che a breve possa accadere il contrario.
Noi, quando sentiamo “l'ho letto su Facebook o su Wikipedia” lo valutiamo come “l'ho letto sul sito di Mario Rossi”. E voi?
 
 
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